Che cosa succede se la nostra auto non entra nel parcheggio condominiale

In ogni condominio deve esserci un numero minimo di parcheggi sulla base di parametrazioni fatte in relazione alla cubatura della costruzione.

Il regolamento condominiale, per gli edifici costruiti prima del 1967,  puo’ disporre che determinati spazi comuni (es. cortile) siano destinati, o meno, a parcheggio. In tale caso, sempre lo stesso regolamento potrebbe stabilire le modalita’ d’utilizzo di questo spazio comune.

Se, invece, se il regolamento non prevede nulla in merito, l’assemblea condominiale potrà all’unanimità, ad esempio, prevedere che  sia adibito a parcheggio, naturalmente, senza che l’effettiva attuazione della delibera comporti disagio per alcuno dei condomini (ad es. impedendo il passaggio o l’ingresso nella propria abitazione).

Tuttavia, la Cassazione ha rigettato le istanze di un condomino il quale reclamava il diritto di utilizzare lo spazio condominiale al piano seminterrato, già frazionato a parcheggio, mediante divisione delle singole zone di godimento, ferma restando la comproprietà indivisa del bene.

La Corte precisa che nell’ipotesi ove la cosa comune sia già goduta nel modo statuito dall’assemblea, il condomino che ha acquistato un’auto di dimensioni maggiori rispetto alla precedente, non può reclamare una differente modalità di divisione e di godimento della res condominiale. L’acquisto di una nuova autovettura, di notevoli dimensioni, rappresenta un atto di “libera scelta” del ricorrente, che pertanto, “non può provocare cambiamenti nell’uso della cosa comune attraverso l’imposizione giudiziale di un diverso tipo di godimento diretto, vuoi frazionato temporalmente, vuoi realizzato mediante apposite nuove opere”.(Altalex, Cassazione, SEZIONE II CIVILE, Sentenza 11 luglio 2011, n. 15203).


Con l’entrata in vigore della legge n. 765 del 1967, il legislatore, all’art. 18, ha preveduto espressamente che “nelle nuove costruzioni ed anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse, debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni venti metri cubi di costruzione”. In sostanza, si introduceva un vincolo di destinazione d’uso che obbligava, se non un parcheggio per condomino, quanto meno la presenza di un numero minimo di parcheggi. Pertanto, in ogni nuova costruzione, un’area deve per legge destinata a parcheggio.

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