Centrodestra cercasi. Franco Caputo: “Noi mafiosi? No. Il Polo è limpido e essenziale”

Il Polo si ricandida per ricostituire il Centrodestra. Intanto a Sinistra grandi manovre PD-5Stelle e Angela Bruna Piarulli forse Sottosegretario alla Giustizia

Franco Caputo attacca i fratelli D'Introno
Franco Caputo rilancia il Polo di Centro

A chi lo ha incontrato solo poche ore dopo la caduta della sua Amministrazione l’ex Sindaco Pasquale D’Introno è apparso impegnato a ricaricare le batterie, un atleta battuto ma pronto a gareggiare ancora sulle piste del Centrodestra e della Destra. Ieri è stato fotografato a Roma durante la manifestazione di Lega e Fratelli d’Italia.

D'Introno a Roma 10 settembre 2019
L’ex Sindaco Pasquale D’Introno ieri 10 settembre a Roma, alla manifestazione di Fratelli d’Italia e Lega

Le forze politiche di Corato questa volta appaiono intenzionate a farsi trovare pronte sui nastri di partenza. Mentre si va verso l’alleanza programmatica anche in Puglia fra Cinque Stelle e PD, e nel governo nazionale la senatrice Angela Bruna Piarulli è in corsa per il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia, nella Destra la situazione è molto fluida. Cataldo Mazzilli è tornato in campo -sembra con il sostegno dei fratelli Gemmato di Terlizzi, esponenti di spicco di Fratelli d’Italia-, nel tentativo di costruire un fronte sovranista con Fratelli d’italia e Lega. Operazione non facile se si pensa ai possibili concorrenti per la sindacatura, ex Sindaco compreso.

Ed è la volta del Polo di Centro che, dopo la delusione riservatagli da D’Introno che non ha accolto la sua proposta di collaborazione, rilancia la propria funzione di traino della Destra verso posizioni più dialettiche e centriste. Franco Caputo ne è ancora un autorevole ispiratore ed è convinto che il quadro politico a Corato si sia estremizzato tanto a Destra quanto a Sinistra e che dunque il Polo può e deve proporre soluzioni che diano certezza di governo alla Città.

“La cosa mi sembra abbastanza chiara -dice Caputo-, se solo si pensi che la elezione di D’Introno l’ha voluta la Destra ma l’hanno realizzata la Sinistra e il Centrosinistra che al ballottaggio hanno voluto astenersi, ma solo dopo aver fatto una campagna velenosa contro di noi. Ora perché sbraitano contro l’ex Sindaco? Lo hanno eletto loro, rinunciando a cogliere l’opportunità di cambiamento offerta dal Polo di Centro. Bisogna ricordare come sono andate le cose. In quei giorni non si sono preoccupati di mettere in giro la voce che fossimo addirittura legati alla mafia. Non posso dimenticare che persino il mio tabaccaio una mattina agitato mi chiese: ‘Franco ma è vero che prendete i voti dalla mafia di Cerignola?‘. Vorrei ora solo dire che in venti anni di politica non un solo esponente del Centrodestra e della Destra coratine è finito in galera. Eppure amministrare una città è difficile e si possono commettere tanti errori, involontari o provocati dalla burocratizzazione soffocante dell’amministrazione, e il Sindaco Sala di Milano ne sa qualcosa, come tanti altri del resto, di tutti gli schieramenti politici. Per togliere al Polo qualsiasi sponda, la Sinistra si oppose anche a che venisse in città Michele Emiliano. Abbiamo visto che fine ha fatto il Partito Democratico.

Sicuri della bontà della nostra proposta, ancora prima delle elezioni mandammo messaggi di collaborazione praticamente a tutte le forze politiche, a tutti i candidati sindaci, e siamo sempre stati messi alla porta come inaffidabili politicamente e moralmente. Al primo turno elettorale del 26 maggio la Destra con D’Introno ha preso tutti i voti che poteva prendere e non ne aveva neppure uno in più, e i cittadini premiarono il nostro candidato Amorese che sopravanzò D’Introno anche solo di cento voti. Poi però al ballottaggio la Destra con D’Introno raddoppiò i voti: chi glieli ha forniti quei voti? Quando i cittadini votano hanno sempre ragione e il risultato perciò non è discutibile. Ma resta la mia domanda perché mi piacerebbe ascoltare altre risposte. Io ripeto la mia: D’Introno è stato eletto con i voti della Sinistra e di chi assieme alla Sinistra ha gettato fango a palate su di noi.

Il primo ad abbandonare la coalizione ampia che volevamo costruire fu Emanuele Lenoci. Chiedemmo anche a Corrado De Benedittis di rappresentarci come candidato Sindaco: gli riconosco l’onestà di aver detto subito, e poi di averlo ribadito in Consiglio comunale, che era disponibile a confrontarsi con tutte le forze della Minoranza ma non con noi del Polo. Oggi De Benedittis ha un pacchetto di voti che non vale più del sedici per cento circa dell’elettorato coratino -e la situazione è più o meno simile per altre forze politiche. Poi ha ottenuto tanti voti disgiunti probabilmente e legittimamente venuti dal mondo del volontariato e della Scuola. E vorrei ricordargli che i suoi sono voti personali, non di coalizione, e quindi non utili per amministrare. Anche Vito Bovino rinunciò a candidarsi con noi”.

Sembra che abbiate messo in atto una specie di caccia al candidato: una cosa strana per una coalizione che si presenta con un programma di governo per la città. 

“Abbiamo cercato un candidato Sindaco in diverse parti politiche e anche fuori dalla politica attiva perché il nostro non sembrasse un progetto personale, e per tentare un percorso nuovo in buona parte portato avanti grazie all’impegno di UDC e Sud al Centro. Un percorso che ho progettato sulla base di quanto avevo vissuto negli ultimi tre o quattro anni, per dare un’Amministrazione stabile alla Città, ma anche capace di una visione, che è del tutto mancata nelle altre forze politiche.

Il risultato è stato che la nostra proposta di cambiamento non è stata promossa dai cittadini bersagliati dallo slogan della Sinistra e di altri di votare il meno ‘peggiore’ tra i due candidati al ballottaggio. Ed è andata come è andata. Si è avuto un D’Introno attore di una farsa: molto più onesto politicamente fu Massimo Mazzilli quando nell’ottobre 2018, nonostante le pressioni di segno contrario, non ritirò le dimissioni che aveva dato. Dalla conferenza stampa di Direzione Italia è emerso il comportamento da principiante della politica di D’Introno, e di fronte ad esso invece quello di Direzione Italia è stato coerente. L’ex Sindaco in questi mesi non ha mai fatto un tentativo né di recuperare il rapporto con Direzione Italia né di aprire alle Minoranze. Penso sia stato consigliato male. Altrimenti qualcuno che come lui inizia ora a fare politica, non rifiuta l’appoggio di un politico e amministratore esperto come Pasquale Pomodoro. Poi le Minoranze c’hanno messo del loro tenendo su una amministrazione che era priva di maggioranza. Ora si rendono conto anche della falsità del tema dei revisori dei conti: di fronte alla crisi conclamata dell’amministrazione, che fine ha fatto quel tema? È scomparso”.

Con chi proverete ad allearvi questa volta? 

“Di fronte a questa situazione il Polo di Centro deve restare unito perché oggi come non mai ha un ruolo decisivo con i suoi 5000 voti. Altra questione sarà quella degli schieramenti e delle alleanze, e la si affronterà a tempo debito. Non è che qualcuno possa pensare di utilizzare quei voti per i propri scopi: il Polo bisognerà prenderlo in blocco, tutto insieme se si vogliono i suoi voti. Se poi le persone continueranno a svegliarsi pensando di candidarsi anche se rappresentano solo se stesse, allora aspettiamoci altri venti candidati sindaci. Vorrei concludere appellandomi ai giovani perché non lascino le questioni politiche nelle mani degli altri e si riapproprino del diritto di partecipare a risolvere i problemi della Città”.

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