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Corato
domenica, settembre 24, 2017

Lettera a un religioso

«Quando leggo il catechismo del Concilio di Trento, mi sembra di non avere nulla in comune con la religione che vi è esposta. Quando leggo il Nuovo Testamento, i mistici, la liturgia, quando vedo celebrare la messa, sento con una specie di certezza che questa fede è la mia, o più precisamente lo sarebbe senza la distanza che la mia imperfezione pone tra essa e me». È così che Simone Weil, filosofa, attivista e mistica  francese del Novecento, dà inizio ad uno dei suoi scritti, Lettera ad un religioso.

Doppio infinito

Il Flash Book Mob di questa settimana si concentra su un tema così vasto da lasciare poco, o troppo, spazio all’immaginazione del lettore. Per sua stessa definizione è un tema che non riconosce definizioni e che, in quanto tale, si presta benissimo al linguaggio poetico:

Io e le cose

Quello che voglio sfatare è il mito della materia inanimata. Oggi avrei voluto che fossero le “cose” stesse a raccontarsi. Ogni cosa, ogni oggetto che tocchiamo si impregna e si carica di vita, la nostra, assumendo significati e valori sconosciuti. Loro ne avrebbero da raccontare: dal libro scarabocchiato dal vicino di banco al bracciale che portiamo sempre al polso, dal peluche seduto sulla polvere delle mensole alla lampada che si cala sulla scrivania densa di luce. E lo specchio? Lo specchio ogni giorno ci dice qualcosa di nuovo e noi non facciamo altro che ignorarlo.  

Il silenzio dell’onda

Nell’affrontare il tema “la metamorfosi”, mi è da subito apparsa la scelta più ideale, citare il libro “il Silenzio dell’Onda” di Carofiglio, personalmente da me ritenuto non il migliore, ma probabilmente tra i più avvincenti che il magistrato Barese ha pubblicato, edito da Rizzoli.

Io e Dio

“A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io,

avrei bisogno di pregare Dio ( a modo mio )”

Su alcuni temi è davvero difficile soffermarsi, si finisce a dire “tutto e il contrario di tutto” lasciando che la conversazione perda il suo spartito in meno di mezz’ora. « L’Assenzio di Dio » doveva essere uno di quei temi, ma a distanza di mesi porto ancora il piacere di aver ascoltato l’opinione di ogni partecipante che, nel suo piccolo, cercava di gettare luci o ombre sull’immensità.

Fight Club

Noir. Commedia. Sadico. Violento. Sovversivo. Grottesco. Allucinato. Sono questi gli aggettivi che adotterei per descrivere Fight Club, opera d'esordio (ma non prima) di Chuck Palahniuk. Romanzo manifesto della Generazione X, pubblicato negli states nel 1996, in Italia approda qualche anno dopo, grazie al successo della pellicola diretta da David Fincher ed interpretata da Edward Norton e Brad Pitt. Da noi viene subito etichettato come romanzo adolescenziale. Certo.

Uomo nel buio di Paul Auster

Pensando al tema “L’io diviso: l’altra faccia dello specchio” il primo titolo che mi è venuto in mente è “Uomo nel buio” di Paul Auster (Einaudi 2010). Si tratta di un romanzo sull’America post Bush, ovvero su quell’America che risvegliandosi da un lungo incubo si decide a guardarsi allo specchio è capire cosa è diventata, nel bene e nel male.

CUM – DIVIDE

Quando ho creato Cum-divide non avevo bene a mente a cosa sarei andato incontro. Credo che il tutto sia nato per un’esigenza personale: cercare qualcuno che possa condividere i miei interessi ed evitare di andare allo stadio, vedermi un concerto o quant’altro in piena solitudine. “Possibile che in una città di quasi 50.000 persone non ci sia qualcuno che ascolta Caparezza, legge dei saggi e adora la cucina etnica?” Certo, possibile, ma nulla vieta di cercarlo.

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