Cataldo Mazzilli si ricandida a sindaco di Corato

«Se vincerò le elezioni sarò un secondo Gino Di Gennaro, altrimenti da consigliere comunale sarò un freno per tutte quelle proposte che danneggiano la collettività», ha dichiarato durante la sua presentazione ufficiale avvenuta ieri mattina

Cataldo Mazzilli si ricandida a sindaco di Corato
Cataldo Mazzilli si ricandida a sindaco di Corato

Cataldo Mazzilli per la terza volta si candida a sindaco della città di Corato sostenuto dal Movimento Nazionale per la Sovranità.

«Con buon senso e senza aspirare a massimi sistemi, ma convinto che a piccoli passi e con idee realizzabili si possano raggiungere successi che conducono a una buona amministrazione della città», Cataldo Mazzilli, intervistato dal giornalista Franco Tempesta, ieri mattina, presso il Cinema Alfieri, ha presentato ufficialmente la sua candidatura.

Impegnato in politica da oltre 25 anni, da uomo di Destra che si rifà a illustre personalità del passato coratino, come il prof. Cataldo Leone, il preside Pasquale Fabiano e il sindaco Luigi Di Gennaro, Mazzilli ha ribadito il suo modo di intendere “la politica come passione e mettersi a disposizione della collettività”, l’importanza della rappresentatività delle istituzioni, superando al logica partitocratica, e del “dare” a tutti i cittadini la stessa possibilità di crescita piuttosto che “garantire benefici a pochi”: «Se cresciamo tutti cresce veramente tutta la città», ha affermato.

Dopo un tentativo fallito di formare con Fratelli d’Italia e Lega “un polo sovranista”, Mazzilli ha rivelato di aver rifiutato accordi sia con il Polo di centro sia con il centrodestra e di aver preferito concorrere alla competizione elettorale del prossimo maggio sostenuto solo dal Movimento per la sovranità.

Doveroso un passaggio sulle sue esperienze amministrative precedenti (consigliere comunale e presidente dell’ASIPU con la giunta Di Gennaro), durante le quali ha dichiarato di aver agito nell’attività pubblica secondo la mentalità imprenditoriale ottimizzando i costi e lavorando, nel caso dell’azienda ASIPU, per l’attaccamento del personale alla dirigenza.

Citando “la regola delle 3 E” Mazzilli ha affermato che «un buon amministratore deve garantire sempre Efficienza, Efficacia ed Economicità, non perdendo di vista il bilancio e i fondi europei e regionali da intercettare e utilizzare con progetti mirati».

A tal fine, il candidato sindaco Cataldo Mazzilli ha sottolineato l’intenzione di formare, all’interno dello staff comunale, “una task force di progettisti”, e di “contrastare duramente gli sprechi per poter realmente garantire il miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

Premesso ciò, Mazzilli ha sciorinato alcuni punti programmatici (già illustrati in occasione dell’intervista rilasciata a LO STRADONE e pubblicata sul numero di Aprile in edicola).

Agricoltura e attività economica sono i cavalli di battaglia di Mazzilli che non ha tralasciato di fornire esempi concreti per interventi nei settori della sicurezza, ambiente, verde pubblico, viabilità, sociale, sport e cultura.

«Con una squadra che coniughi competenza e capacità politica – ha dichiarato Cataldo Mazzili – intendo far rispettare le regole in città, realizzare un terminal BUS, evitare sprechi nella gestione del verde che potrebbe conoscere esperienze positive di “adozioni da parte dei privati” e tornare tra i compiti dell’ASIPU, sistemare le strade ma anche il ponte di via Castel del Monte, realizzare centri sociali aperti per anziani, risolvere la questione Diamond, ultimare il rifacimento dell’edificio dell’ex Liceo».

«Se vincerò le elezioni sarò un secondo Gino Di Gennaro, che ricordo per la sua galanteria e capacità di superare le logiche partitiche, altrimenti da consigliere comunale sarò un freno per tutte quelle proposte che danneggiano la collettività – ha concluso Cataldo Mazzilli denunciando “quote di bilanci tropo alte per il verde pubblico e gli sprechi perpetuati per Palazzo Gioia” e lanciando un appello alla cittadinanza: «State attenti, molti hanno cambiato le maglie ma non hanno modificato il proprio modo di fare politica».

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