CADUM e Avanzi Popolo 2.0 contro lo spreco alimentare

Presso il Centro Aperto Diamoci Una Mano un incontro di sensibilizzazione alla cittadinanza attiva in tema di contrasto alla povertà

Avanzi Popolo 2.0 e Cadum
Antonio Scotti di Avanzi Popolo 2.0

Si è tenuto venerdì 22 marzo, presso la sede dell’associazione di volontariato Centro Aperto Diamoci Una Mano (CADUM), l’incontro “Contrasto alla povertà attraverso la lotta allo spreco alimentare”.

L’iniziativa del CADUM, fondato da Don Luca Masciavé e oggi presieduto da  Vesna Muslić e impegnato, da oltre 35 anni, nell’erogazione di servizi di tipo sociale – come il servizio mensa giornaliero a cui si aggiunge servizio di distribuzione di viveri e indumenti – ha visto l’intervento di Don Raffaele Sarno, responsabile della Caritas diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie e di Antonio Scotti, referente del progetto Avanzi Popolo 2.0, che ha l’obiettivo di attivare azioni contro lo spreco di cibo, costruendo canali di contatto tra i luoghi dove si produce lo spreco e quelli del bisogno.

Alcuni dati

Stando a quanto emerso da un’indagine FAO, un terzo della produzione alimentare mondiale, ovvero circa un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo, viene cestinata quando potrebbe invece essere destinata al sostentamento alimentare di 868milioni di persone per quattro anni. Ciò ha un forte impatto anche in termini di salute dato che si registrano 22milioni di decessi per patologie legate ad eccesso di cibo, mentre 36milioni di persone che muoiono per patologie correlate alla denutrizione. Lo spreco alimentare interessa tutta la filiera di produzione, come ad esempio molti prodotti agricoli lasciati in campo per mancanza di strumenti per la raccolta, o perché non rispondono ai canoni dettati dalla normativa vigente o non conformi allo standard di distribuzione sul mercato. Questo influisce anche sullo spreco di una risorsa importante come l’acqua: ogni anno vengono utilizzati 250km cubici di acqua, pari a 5 volte il Lago di Garda, per produrre cibo che nessuno nel pianeta consumerà. Quasi il 30% di terreni agricoli nel mondo sono utilizzati per produrre cibo che non verrà mai consumato, denotando anche un notevole impatto sull’inquinamento: l’emissione in Italia di CO2 da parte del comparto industriale è pari solo ad 1/7 dell’emissione di CO2 prodotta dal sistema alimentare e agricolo attraverso processi ipertrofici che, in realtà, sono funzionali a produrre cibo che resterà non mangiato. Costo: mille e seicento miliardi tra costi ambientali e sociali. La stragrande maggioranza del cibo buttato (il 42% dello spreco alimentare) proviene dall’uso domestico e ha a che fare con le nostre cattive abitudini alimentari. Quanto costa lo spreco in Italia? Ben 15miliardi di euro, di cui 12miliardi provenienti dallo spreco domestico. Nella fattispecie, uno spreco di circa 2,5milioni di tonnellate di cibo, in media pari a 1,5kg di cibo a settimana per famiglia e a una spesa famigliare di 250euro all’anno. Ciò ha impatto economico anche sul tema dei rifiuti: il comune per gestire il servizio rifiuti è costretto ad incrementare il volume della spesa che si traduce in aumento della tassa Tari.

Ideato e sostenuto dall’Associazione di Promozione Sociale Onlus “Farina 080”, Avanzi Popolo 2.0 nasce a Bari  circa quattro anni fa da un’iniziativa di quattro amici e la loro volontà di impegnarsi in tema di lotta allo spreco alimentare.

Dopo aver illustrato alcuni dati statistici, Antonio Scotti ha descritto l’attività di Avanzi Popolo 2.0 che, sulla base di alcune ricerche, si è resa conto della necessità di collegare le persone, costruire un elemento di rete fra i vari attori che potesse fortificare le relazioni. Con l’obiettivo di passare da un’economia lineare a una economia circolare, quindi, Avanzi Popolo 2.0 costruisce canali di contatto fra i luoghi dove si produce lo spreco e luoghi del bisogno; realizza azioni di sensibilizzazione e percorsi educativi all’interno delle scuole; ha attivato una piattaforma di food sharing (cibo condiviso). Quest’ultima, attivata in via sperimentale, mira a raccogliere anche le piccole quantità di cibo che altrimenti andrebbero sprecate all’interno di una famiglia e di rimetterle in circolo. «Piccole quantità che sommate fra loro consentono di fare grandi cose. Così si condivide l’idea che il cibo non vada sprecato, oltre ad una occasione di fraternità e condivisione».

Mettendo in contatto esercenti e ristoratori con enti di recupero del cibo presenti sul territorio, raccogliendo prodotti prossimi alla scadenza da destinare alla Caritas o l’invenduto di piccoli dettaglianti, «Andiamo a costruire momenti di connessione sul territorio – spiega Scotti – connettiamo una serie di esercizi commerciali per fare comunità e comunione, riuscendo  a raccogliere mediamente 40kg di prodotto invenduto a settimana».  

Avanzi Popolo 2.0 gestisce anche, sempre su Bari, l’emporio “Casa dei bambini e delle bambine” e ha istallato in sette luoghi della città, fra cui anche alcuni centri Caritas parrocchiali, sette frigoriferi solidali. Con alcune scuole, poi, ha attivato il progetto “School sharing”, un percorso di educazione contro lo spreco alimentare che invita i bambini a condividere in una dispensa scolastica il cibo prossimo alla scadenza prelevato dalle proprie case e consumarlo al momento della ricreazione con una merenda collettiva.

L’impegno di Avanzi Popolo 2.0 è anche quello di coinvolgere attori non tradizionali del volontariato, come ad esempio il supporto dell’Associazione Dilettantistica di Pattinatori di Bari che, una volta a settimana, si mette a disposizione per raccogliere l’invenduto nei quartieri di Madonnella e Picone e distribuirlo allo sportello Caritas.

«Quando parliamo di welfare, dobbiamo uscire dal circolo del volontariato classico e pensare che ciascun cittadino può attivarsi per cambiare le proprie abitudini di vita, impegnarsi contro lo spreco alimentare. –sottolinea Scotti – Bisogna uscire dalla dimensione classica del volontariato e ritrovarsi intorno all’idea di un cammino condiviso. La nostra non è solo filantropia, né solo beneficenza, ma attenzione anche a livello economico» aggiunge con riferimento alla recente legge  n. 166 del 19 agosto 2016 in merito a disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.

«La legge mette nelle condizioni le aziende di recuperare lo spreco immettendolo nel circuito della solidarietà sociale e ricavarne anche un benefit di carattere economico con la riduzione di IVA e Ires. La questione dello spreco alimentare, quindi, non riguarda solo il recupero del cibo per trasformarlo in opportunità, ma è anche un’occasione per il mondo delle imprese per rivedere i propri processi produttivi e considerare l’opportunità di carattere economico che la legge consente loro». Quello di Avanzi Popolo 2.0 è un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva, «Non esiste- conclude Scotti – soluzione utile alla comunità che non preveda un coinvolgimento della comunità  stessa in processi larghi di partecipazione. Quello che noi attiviamo è un welfare generativo che, da un lato valorizza la possibilità di lavorare in rete, dall’altro valorizza il principio fondamentale della solidarietà».

Esempi di partecipazione condivisa sono stati illustrati anche da Don Raffaele Sarno che ha ricordato come la Caritas sia impegnata da anni in progetti contro lo spreco alimentare, distribuendo anche per conto della A.G.E.A. (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) le eccedenze alimentari.

«Siamo anche soggetti a controllo fiscale perché è necessario evitare degli abusi, anche se la burocratizzazione esasperata sta creando notevoli difficoltà anche nell’esercizio della solidarietà ai poveri» evidenzia Don Raffaele illustrando poi alcuni dei progetti sviluppati per il recupero e la distribuzione di alimenti nelle città della diocesi negli ultimi anni, ad iniziare da Bisceglie, dove è stato attivato il progetto “RecuperiAMOci” e Trani dove esiste un servizio mensa giornaliera per i poveri.

«Anche a Corato è attiva la raccolta di cibo invenduto per la distribuzione, inoltre, stiamo per firmare un protocollo d’intesa (la sottoscrizione avverrà il prossimo 28 marzo presso la Sala Verde del Palazzo di Città, ndr) con il Rotary Club come partner, proprio per incentivare la cultura contro gli sprechi alimentari e formalizzare questo tipo di impegno per la città di Corato».

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