Buona la prima per “Aspettando cortili aperti”

Organizzata dall’Archeoclub sezione di Corato, in collaborazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane, la prima edizione ha spalancato 9 portoni di altrettante dimore gentilizie private coratine, conquistando il consenso di un folto pubblico eterogeneo

Buona la prima per “Aspettando cortili aperti”
Buona la prima per “Aspettando cortili aperti”. Da sinistra: Consiglio, D'Introno, De Palma, Iacovelli

Portare all’attenzione della collettività un patrimonio culturale per lo più sconosciuto. Questo è stato l’obiettivo di “Aspettando cortili aperti”, prima edizione dell’evento organizzato dall’Archeoclub sezione di Corato in collaborazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane, che domenica 5 maggio, spalancando ben 9 portoni di altrettante dimore gentilizie private coratine, ha conquistato il consenso di un folto pubblico, curioso ed eterogeneo.

Un programma di assoluto rilievo reso possibile grazie alla disponibilità dei proprietari che ivi risiedono e ai promotori Michele Iacovelli, presidente Archeoclub Corato, Antonio D’Introno, maestro restauratore, Anna De Palma, architetto, soci Archeoclub Corato e coordinatori del progetto.

L’ex convento delle Monache Benedettine, Palazzo Sanlicandro, Palazzo Tarantini (ex Lops), Palazzo La Monica, Palazzo Capano, Palazzo Bucci (detto palazzo Imbriani), Palazzo Tarantini di piazza S. Bolivar, disposti lungo l’anello del corso cittadino come perle di una regale collana poggiata sul décolleté di una bella signora, si sono mostrati ai visitatori in tutta la loro magnificenza; gemma tra le gemme, il sontuoso doppio androne di Palazzo Gioia, sorto nell’800 sull’area in cui si trovava l’antico castello normanno, con il suo cortile a pianta quadrata in eclettico stile “greco-egizio” e le sue monumentali colonne.

Presso Palazzo Mongelli, a corso Cavour 19, sede dell’info point, fino a sabato prossimo sarà possibile ritirare con un piccolo contributo l’opuscolo “Alla scoperta dell’ignoto – Corato dalle planimetrie storiche ai palazzi gentilizi, religiosi e storico culturali”, realizzato dal coorganizzatore Antonio D’Introno, nel quale è riportata la descrizione di androni, edifici e famiglie di appartenenza.

Guidati dalle voci narranti dei giovani ciceroni del Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi”, ITET “Tannoia” e I.C. Oriani Tandoi, indirizzo Alberghiero, dislocati presso i vari siti, i visitatori hanno potuto immergersi nella discreta e celata bellezza di androni ed edifici, nella loro storia urbanistica e familiare, ma fare pure una sosta golosa con prodotti tipici del territorio, in piazza Vittorio Emanuele, presso lo stand allestito da docenti e studenti dell’IP Tandoi.

Un modo per rendere protagoniste le nuove generazioni, affinchè abbiano un ruolo sempre più attivo e imparino ad apprezzare i tesori della propria città, ma soprattutto si adoperino per farli conoscere ed apprezzare da quei cittadini che spesso li ignorano.

Soddisfatto del successo ottenuto da questa prima edizione – che anticipa la Giornata Nazionale dell’A.D.S.I. ed in particolare la manifestazione di “Bitonto Cortili Aperti” a tenersi sabato 18 e domenica 19 maggio con più di 50 siti tra palazzi nobiliari giardini e Chiese – il presidente ADSI, notaio Pietro Consiglio, ha dichiarato che «Queste non sono banali pietre ben allineate e decorate, rappresentano piuttosto la nostra anima. 

Va reso merito ai proprietari che si accollano l’onere di tutelare questi beni privati di interesse pubblico i quali, con la loro specificità, imponenza e storia, diversamente dalle nuove costruzioni standardizzate e spersonalizzate, danno lustro alle città. Spesso questi edifici sono sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza.

Una condizione che pone limiti ristretti a tutti gli interventi di manutenzione e che rappresenta un peso notevole per i proprietari che andrebbero invece sostenuti.

Le dimore storiche, infatti, mantengono vivo un pregevole artigianato in via d’estinzione e, se ben promosse e valorizzate, possono rappresentare una notevole attrattiva turistica.

Punto focale per l’economia cittadina, secondo un’analisi effettuata, – ha concluso il dott. Consiglio – ogni 10 euro da esse prodotto, ben 8 ritornano nel contesto in cui si collocano e solo 2 restano al proprietario. La loro tutela e valorizzazione, dunque, dovrebbe essere interesse di tutti».

Il valore dell’iniziativa è anche nelle parole del presidente Iacovelli: «Nonostante le condizioni climatiche inizialmente poco favorevoli, “Aspettando Cortili Aperti” si è rivelata una manifestazione di indubbio successo, una grande partecipazione di pubblico ha invaso le vie cittadine.

Ma il nostro è anche un lavoro di squadra e per questo voglio inviare un sentito e doveroso ringraziamento, a nome mio personale, del Consiglio Direttivo e dei soci tutti dell’Archeoclub di Corato, a tutti coloro che ci hanno affiancato in questo percorso: i proprietari dei palazzi storici, l’Associazione Dimore Storiche Italiane, i dirigenti scolastici dell’Istituto Alberghiero “L. Tandoi”, del Liceo artistico “Federico II Stupor Mundi” e dell’Istituto Tecnico Commerciale “Padre A. M. Tannoia”, l’Amministrazione Comunale nella persona della dott.ssa Riflesso, gli Sponsor, le Guardie Ambientali d’Italia, ma soprattutto desidero ringraziare tutti i cittadini per aver concesso la possibilità di realizzare questo obiettivo.

Seguiranno nuove attività che speriamo possano essere di gradimento e che possano contribuire ad accrescere l’interesse e la volontà di partecipazione dell’intera comunità favorendo la circolazione, lo scambio di idee e valori e la valorizzazione del patrimonio culturale che rappresenta una risorsa così preziosa e distintiva per la nostra Città».

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