Bullismo a Corato. Lettera aperta della signora Lucia Scarnera

A Corato chi si occupa dei minori a rischio devianza?

Corato. bullismo

La gentile signora Luisa Scarnera ha indirizzato allo “Stradone” una lettera aperta sul tema della povertà educativa e formativa dei minori anche a Corato. Il suo desiderio è quello di aprire un confronto sul problema. Pubblichiamo la sua lettera di seguito.

«”Bulli a Corato“.

Egregio Direttore,

è il titolo dell’Editoriale da lei pubblicato su Lo stradone di novembre dove vengono descritti i comportamenti di bullismo e vandalismo che si stanno verificando anche nella nostra comunità cittadina. Tali comportamenti meritano non solo giusti giudizi di condanna ma anche una riflessione sui ragazzi, maschi e femmine, che li compiono. Le forze dell’ordine, fanno quello che possono, ma anche se fossero più numerose, oltre alla identificazione e segnalazione dei nomi alle istituzioni, non riuscirebbero a contrastare questo triste fenomeno che si va diffondendo e che va analizzato nella sua complessità.

Chi sono e quali famiglie hanno alle spalle questi “scagnozzetti violenti e vigliacchi”? Lei afferma che “sono gli adulti il problema vero. Non educano, non correggono, non riconoscono le magagne dei propri figli, e a volte ne vanno addirittura orgogliosi”. E questo è purtroppo vero. In seguito scrive: “Le famiglie sono la soluzione”. Questa soluzione a me sembra surreale.

Questi ragazzi, assumendo comportamenti violenti, rivelano un vuoto educativo spaventoso che deve interrogare le coscienze di tutta una comunità. Un proverbio africano recita: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.

Se alcune famiglie sono “malate” anzi disastrate, a chi tocca prendersi cura di questi figli che spesso frequentano la scuola saltuariamente e a volte se ne allontanano definitivamente? Essi avrebbero bisogno di essere allontanati dalla strada, salvati dalla noia e dall’ignoranza, e di essere aiutati ad incanalare le loro energie e pulsioni in attività sportive, in centri culturali, ricreativi, formativi. Le istituzioni dovrebbero pensarci e provvedere. Chiediamoci: vengono segnalati ai servizi sociali i ragazzi con comportamenti problematici e che a volte non conseguono la licenza di terza media? I servizi sociali intervengono? Come?

Abbiamo centri per praticare sport gratuitamente?

Gli oratori salesiani sono stati e sono luoghi di accoglienza, di formazione, di laboratori di vario genere che hanno salvato tanti ragazzi dalla devianza. Diversi anni fa, nel Rione Sanità di Napoli, don Antonio Loffredo aprì in sagrestia una palestra di box per allontanare i ragazzi dalla strada e costruire con loro una comunità.

Un oratorio salesiano, a Corato, sarebbe possibile aprirlo?

Gli uomini politici che si stanno organizzando per le prossime votazioni, pensano di avere delle responsabilità verso chi è in condizioni di fragilità in età giovanile? Pensano di dover intervenire per contrastare la propensione a comportamenti incivili e violenti di incipienti bulletti?

Gli imprenditori potrebbero aiutare giovani senza lavoro a creare delle cooperative per la formazione sportiva e ricreativa di ragazzi a rischio devianza? Queste ed altre proposte potrebbero aiutarci a cercare insieme una soluzione al problema.

Auspico una comunità cittadina che prenda a cuore la povertà educativa di ragazzi sbandati che hanno il diritto di avere pari opportunità nell’accesso ai servizi.

Nel TG1 di questa sera si è parlato del FONDO per il contrasto della povertà educativa minorile che sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale, culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori (Andare su “Povertà educativa: fischi Forum 3° Settore”).

Egregio Direttore Le chiedo di pubblicare on line su Lo Stradone e su Coratolive questa mia lettera aperta che ha lo scopo di avviare una costruttiva riflessione a più voci su di un problema che ci riguarda tutti.

Ringraziandola per l’attenzione che darà alla mia richiesta, la saluto cordialmente.

Lucia Scarnera»

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