Bisogno di dialogo e di confronto: facile a dirsi, non a farsi

La vostra percezione di Corato

, riflesso obbligatodel modo in cui viene amministrata, è utile per capire se quanto si sta facendo è da considerasi adeguato o in contrasto con le esigenze che ognuno di voi considera primarie e urgenti. Esplorare questa percezione è stato l’intento dello scorso sondaggio “Quali priorità dovrebbe affrontare l’attuale Amministrazione comunale?”, rimasto a vostra disposizione per 15 giorni per il suo carattere strettamente locale. Le espressioni di voto sono state davvero ampie, segno che le questioni propriamente cittadine sono più sentite e vissute rispetto a quelle di carattere nazionale, le cui ripercussioni sulle realtà locali restano comunque innegabili. Ciò non toglie che, in entrambi i casi, avete dimostrato di possedere quel pensiero critico e consapevole che è vera risorsa di una città in movimento, desiderosi come siete di partecipare alla vita pubblica con suggerimenti e proposte alternative. Questa considerazione nasce dalle risposte fornite: solo il 2,7% dei votanti ritiene che l’amministrazione stia lavorando nella direzione giusta, dato misero se paragonato a quel 55,1% che invece considera il dialogo con cittadini e forze di opposizione il percorso migliore da intraprendere per giungere alla corretta individuazione delle priorità. Il dato appena riportato consente una riflessione che, seppure non estendibile a tutta la popolazione coratina, riguarda la distanza esistente fra quanto si ritiene necessario realizzare e quanto invece rimandabile.

 

A quel 22,4% che reputa prioritario il risanamento dei manti stradali ci sentiamo di dire che gli interventi di risistemazione messi in campo dell’amministrazione vengono pianificati di anno in anno e interessano interi quartieri, con relative strade e marciapiedi, nel rispetto dei parametri imposti dal Patto di Stabilità. Un esempio recente di intervento riguarda le strade ricadenti nel quartiere di Via Castel del Monte (zona Via Cincinnato). Rimane comunque innegabile la presenza di molte, troppe strade dall’aspetto a “groviera”, sempre più difficili da percorrere e sulle quali l’effetto del rattoppo ha una durata eccessivamente provvisoria.

Sulle piste ciclabili ci sarebbe tanto da dire: da diversi mesi sono oggetto di discussione cittadina e politica, fino a giungere alla mozione presentata dal consigliere Luigi Patruno e dalle forze di minoranza presenti in consiglio circa la loro abolizione finalizzata a una migliore progettazione. Solo il 2% dei votanti chiede l’adeguamento delle piste ciclabili ai principali standard progettuali, segno forse che a Corato la cultura della bicicletta non è ancora radicata e la sua diffusione ancora troppo lontana.

Valorizzazione del centro storico e riqualificazione e sicurezza delle periferie, rispettivamente 10,9% e 6,8%, sembrano non appartenere alla sfera delle azioni prioritarie. Dato in contrasto con la continua richiesta, emersa nelle conversazioni di tutti i giorni, di un più attento e concreto controllo da parte delle Forze dell’Ordine «Rintracciabili per le strade del centro e poco presenti nelle zone buie e desolate della periferia», e con la soddisfazione dichiarata da molti circa «i grandi lavori effettuati nel centro storico che finalmente gli hanno conferito la giusta dignità».

Da sempre comprendiamo le difficoltà insite nel ruolo di amministratore della città, come comprendiamo che decisioni “calate dall’alto” sono destinate a incontrare i favori di pochi e gli sfavori di molti; comprendiamo, infine, che alla sentita e dichiarata necessità di dialogo spesso non corrispondono azioni concrete di confronto partecipato. Per questo il nostro voto va ad aggiungersi a quel 55,1% che riconosce nello scambio democratico delle idee la strada che conduce al benessere dell’intera comunità, strada secondo noi più vicina alla realtà che all’utopia se solo ci sforzassimo tutti di percorrerla con l’intento di dedicarle tempo, passione e proposte attuabili.

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