“Il bianco non colora” di Anna Paola Piacente, 3° classificato Premio Leone 2016 – sez. scuole medie superiori

LO STRADONE dà spazio a tutti i racconti degli studenti vincitori del Concorso letterario indetto dall’Associazione Culturale “Cataldo Leone” che assegna borse di studio a sostegno degli studenti più meritevoli. Nel 2016 la VII Edizione del Concorso è stata dedicata ad Attilio Mastromauro, fondatore della “Granoro”.

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“Il bianco non colora” di Anna Paola Piacente

studente del Liceo Classico “Oriani” di Corato – 3° classificato Premio Leone 2016 – sez. scuole medie superiori

Borsa di studio “Chiara Clemente”

kolorowe-oko,-teczowka,-kolory-149720Rosso, verde, blu, bianco e nero. Ognuno di noi era un colore, un colore che ci apparteneva così tanto da dimenticarci tutti dei nostri veri nomi. Io sono Rosso e lo sono sempre stata, infatti, sin da bambina i miei genitori e tutti i miei amici mi chiamavano così solo per i miei lunghi e capricciosi capelli rossi. All’inizio questo soprannome mi infastidiva, perché pensavo fosse banale. poi sono cresciuta in sua compagnia e non mi abbandonerà per tutta la vita. Tutto per me è rosso.

L’unica cosa, però, è che ovviamente non mi piace vestirmi di rosso e sono costretta ad affrontare questa tragica situazione solo ed esclusivamente a Natale, non tanto per restare “in tema”, quanto per rendere felice la mia adorata e candida nonna che, non appena ha visto i miei capelli rossi, ha deciso subito di trasformarmi nella sua personale Cappuccetto, Maglione e soprattutto Vestito Rosso e, se devo essere sincera, non mi dispiace per niente essere la sua “favola”. È una cosa solo nostra e per questo ci sono troppo affezionata, sperando però di non essere mangiata da un lupo.

Ah e, se non si fosse capito, chiaramente la mia nonna è Bianco, anche se lei lo è diventata solo da quando l’ho conosciuta io, ultima di dieci nipoti. Mio padre mi ha raccontato che la nonna è stata molti colori, ma a mio parere il bianco è quello che più le si addice. in fondo se io sono Rosso per i miei capelli, lei è Bianco per i suoi. Sono molto legata a mia nonna; infatti, da piccola passavo molto tempo con lei. Giocavamo insieme e, dopo avermi battuta una prima volta, in seguito mi lasciava sempre vincere per esordire con la sua celebre frase “l’allievo supera il maestro”. E sorrideva nel mio sorriso. Spesso mi accoglieva a casa sua con vari tessuti (e potete benissimo immaginare di che colore si trattasse) e con un ago in mano, pronta a regalarmi un intero guardaroba e così, mentre lei cuciva tutta contenta, io cercavo di ritrarla e di farle un dono gradito quanto il suo. È grazie al suo amore e alle sue premure che, da germoglio, oggi sono diventata una splendida rosa e lei il mio albero maestro. Purtroppo, da quando sono cresciuta, passo poco tempo con lei per via dei tanti impegni scolastici e di un nuovo amore, che mi ha preso di recente. Conosco il mio Blu dalla prima media ed è stato sin da subito il mio migliore amico. Mi ricordo perfettamente che si avvicinò a me ed io lo scelsi subito senza che ci fossimo ancora presentati…

– Ciao, piacere io sono…

– Bluuu, oddio che belli!

– Eh? Ma di che parli?

– I tuoi occhi! Sono blu e sono bellissimi!

– Beh, ti ringrazio, anche i tuoi sono molto belli. Comunque ti stavo dicendo, io mi chiamo…

– Posso chiamarti Blu? Ti prego! Tu puoi chiamarmi Rosso, tutti mi chiamano così.

E già da quel momento capì quanto io sia strana. Infatti, dopo un po’, mentre rideva, disse:

– Certo che hai molta fantasia comunque va bene, puoi chiamarmi così. E rosso, invece, presumo che sia per i tuoi capelli. Giusto?

– Si vede così tanto eh?

Entrambi ci mettemmo a ridere e da lì iniziai ad amare le scuole medie. Finalmente avevo trovato un amico maschio molto sincero e premuroso nei miei riguardi e non la solita femminuccia invidiosa e pettegola. Abbiamo passato tutti e tre gli anni delle medie come compagni di banco e, ad ogni secondo, ogni minuto e ogni ora, era costretto ad ascoltare tutte le mie lunghe storie e riusciva sempre a dirmi la cosa giusta al momento giusto. Naturalmente, pure io lo ascoltavo, ma lui dava sempre la priorità a me: l’unica cosa che gli importava era vedermi felice. Insomma, non potevo separarmi da lui e, infatti, abbiamo scelto la stessa scuola superiore ma, purtroppo, siamo capitati in classi diverse. Ogni pomeriggio, però, ci vedevamo così io lo aiutavo a fare le tragiche versioni di Latino e Greco e lui, invece, mi aiutava in matematica. È stato proprio uno di quei bellissimi pomeriggi a farci innamorare. Io cercavo disperatamente un verbo e lui mi guardava sorridendo…

– Ma che fai? Io sto impazzendo a trovare questa parola e tu ridi?

– Rosso, sei bellissima… adoro quando cerchi le parole sul vocabolario, soprattutto quando ti arrabbi; adoro quando mi mandi un messaggio per farmi uscire dall’aula perché devi dirmi una cosa importante e, invece, vuoi solo salutarmi; adoro quando ti ostini a far capire ai miei amici che il mio vero nome è Blu; adoro i tuoi capelli; adoro quando mi abbracci; adoro tutto di te!

– Oh Blu, pure io adoro, anzi amo tutto di te. Non ti cambierei con nessun altro, sei il miglio…

– Vuoi essere la mia fidanzata? Ti prego, Rosso, dimmi di sì, io ti amo e non voglio lasciarti andare!

Insomma, come si fa a dire di no a questa proposta? Adesso stiamo insieme da due anni e mezzo e ci amiamo come se fosse ancora il primo giorno. Il bello di essere stati così tanto amici prima è che lui conosce già Verde e Nero e loro sono felici del nostro amore. Certo, Verde è un po’ geloso, ma si fida di lui e non avrebbe desiderato una persona migliore al mio fianco. Nero è addirittura più felice di me: ha sempre detto che ci saremmo messi insieme e finalmente il suo sogno si è avverato. Inoltre, se amo così tanto il mio Blu è solo per il loro grande esempio di amore. Sì, Verde è mio padre e Nero è mia madre. Possono sembrare due colori molto distanti, ma vi assicuro che sono molto affini. Papà si chiama così per lo stesso motivo del mio Blu, cioè ha dei bellissimi occhi verdi e questo è già un ottimo motivo per sposarlo. Mamma, invece, non ha gli occhi neri, né i capelli, semplicemente si veste quasi sempre di nero e, allora, ho deciso di indicarla così. ma non ha assolutamente un significato negativo, anzi io il nero lo trovo molto elegante e. poi. mi ricorda tanto quando, da piccola, mia madre cercava di dissipare la mia paura del buio e perciò passavamo tutte le serate d’estate ad ammirare le stelle insieme. Blu ha conosciuto anche Bianco e tutto il resto della famiglia e tutti lo trattano come se fosse uno di noi e sono felice di ciò. Lui, poi, adora la mia famiglia e non gli dispiace per niente passare qualche domenica pomeriggio con me e Bianco. Nonna è emozionatissima per il mio ragazzo; infatti, ha già preparato degli splendidi maglioni blu cielo da regalargli ed è inutile dire che ogni giorno sogna di realizzare il mio vestito da sposa. Di solito, quando rimaniamo da sole io e lei, mi illustra il suo progetto ed io, ridendo, le dico che bisogna aspettare ancora molto tempo; allora, lei con gli occhi pieni di amore mi dice che aspetterà (soprattutto l’invito) e che starà in prima fila a gioire per me.

Come ogni anno, il 1 gennaio, Bianco invita tutti noi nipoti a casa sua per distribuire la solita strenna e fare ancora qualche gioco natalizio, accompagnato da ottimi biscotti fatti da lei. Si tratta, ormai, di una vera e propria tradizione per noi ed ogni anno è sempre un divertimento e un piacere trascorrere questa giornata insieme. Inoltre, dall’anno scorso, Bianco ha invitato anche il mio Blu, con strenna compresa.

Quest’anno, però, non è andato come previsto… Bianco si è sentita male ed è stata portata in fretta al Pronto Soccorso. Lì è stata per quattro settimane ed io non sono riuscita a vederla per la troppa paura di non riconoscerla… Infatti, ho aspettato con ansia che uscisse per riabbracciarla, perché ero convinta che sarebbe uscita, “lei è forte” mi dicevo.

Oggi, non posso ancora credere che sia successo… non sono riuscita nemmeno a vederla per un’ultima volta. Ora di lei mi rimane il ricordo e una piccola collana d’oro e solo adesso capisco il mio grande sbaglio: non avrei dovuto chiamarla Bianco. Il bianco non colora.

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