Barletta. I Carabinieri sgominano una banda del narcotraffico internazionale

La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha arrestato 7 esponenti di un gruppo criminale che dalla Colombia attraverso l'Olanda importava cocaina in Italia

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I Carabinieri di Barletta hanno inflitto un duro colpo al narcotraffico

Sette esponenti di organizzazioni criminali operanti a Barletta e nel Gargano, legati al narcotraffico colombiano e ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, sono stati assicurati alla Giustizia dai Carabinieri di Barletta. In carcere sono finiti Antonio DIAFERIA, nato a Barletta classe 74, Pasquale DICO, nato a Barletta classe 75, Ruggiero DISALVO, nato a Barletta classe 67, Cosimo Damiano VAIRO, nato a  Manfredonia classe 62, e agli arresti domiciliari Giuseppe BERGANTINO, nato a Manfredonia classe 74, allo stato ricercato, Maria LAMACCHIA, nata a Barletta classe 74, Roberto SARCINA, nato a Trani classe 84.

La misura è stata disposta dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della dai militari Direzione Distrettuale Antimafia, in seguito alle indagini della Compagnia di Barletta avviata nel giugno del 2017.

Il racconto delle indagini nel comunicato dei Carabinieri:

“L’attività investigativa nasce dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che riferì delle attività illecite di un sodalizio criminale della malavita organizzata barlettana capeggiato da Ruggiero Di Salvo detto “Tucchett”, 52enne di Barletta, il quale da anni risultava in contatto con membri del panorama delinquenziale garganico del clan “Li Bergolis”, dai quali si riforniva di ingenti quantitativi di cocaina.

Le risultanze investigative hanno riscontrato l’esistenza della cellula delinquenziale dedita allo spaccio di cocaina nella città di Barletta; hanno dimostrato che la cocaina fornita al sodalizio malavitoso barlettano perveniva dall’Olanda tramite canali internazionali di narcotraffico con la mediazione di pregiudicati garganici di stanza ad Amsterdam che fungevano da intermediari con esponenti di rilievo di cartelli del narcotraffico colombiano.

L’attività investigativa ha inoltre  coinvolto un criminale di estrazione garganica originariamente indagato: Saverio Tucci, pluripregiudicato manfredoniano, coinvolto nelle dinamiche propedeutiche e organizzative  del grave fatto di sangue occorso in data 9 agosto 2017 in agro di San Marco in Lamis (FG) in cui vennero trucidati lo storico boss della criminalità manfredoniana Mario Luciano Romito, suo cognato Matteo De Palma e due contadini innocenti trovatisi in loco all’atto dell’agguato.

Le indagini sono anche correlate all’omicidio proprio del TUCCI, membro di spicco del clan Li Bergolis, ucciso ad Amsterdam il 10.10.2017 ad opera del pregiudicato manfredoniano Carlo Magno, in seguito tratto in arresto dai Carabinieri della Compagnia di Barletta previa rogatoria internazionale con l’autorità giudiziaria olandese, grazie al contributo di Eurojust, nel mese di aprile 2018.

Il Magno ha quindi iniziato un percorso di collaborazione con la giustizia. Nel corso di vari interrogatori ha contribuito in maniera determinante a delineare in modo completo ed esaustivo l’organigramma criminale, i canali di rifornimento e le modalità di importazione dello stupefacente dal Sudamerica fino a Manfredonia, riferendo inoltre agli inquirenti che Saverio Tucci era stato parte del gruppo che aveva ucciso Mario Luciano Romito”.

Gli indagati sono stati tutti tenuti sotto stretto monitoraggio in modo individuare i ruoli ricoperti nell’ambito dei gruppi criminali di appartenenza, e delineando la rotta dalla droga fino a Barletta, dove giungeva come esito di compravendita verificata anche in Olanda: la strumentazione altamente tecnica  ha permesso così di penetrare l’assoluta circospezione dei delinquenti coinvolti che hanno mostrato di scegliere gli incontri di persona all’utilizzo di mezzi di comunicazione intercettabili.

Qui sotto il video inviato dai Carabinieri con immagini dall’alto.

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