È subito “Disfida di Barletta”, non 13 contro 13 con Ettore Fieramosca, ma gli 11 di Gallo (biancorossi) contro i neroverdi di Di Domenico.
Le regine del Calciomercato hanno entrambe toppato all’esordio, in modi diversi. Il Campionato è ancora in fase di riscaldamento, ma la sfida del Manzi-Chiapulin sa già di spareggio. Alla fine sono sempre 3 punti in ballo, ma pesantissimi per motivi psicologici: chi vince impone la propria Gerarchia, chi esce sconfitto perde le sue certezze e deve accettare la momentanea leadership altrui. È presto gara dall’alto tasso agonistico, con nervi tesi come corde di violino. Ma il Corato, pur con partenza ad handicap, è convinto che il capitombolo con la Deghi è incidente di percorso e già al 12′ confeziona con Zangla ed il cinico Falconieri la rete che congela fino al 95′. Tutelati da un arbitro con i contro-attributi, rispondono colpo su colpo sul campo, e non ad un nervoso atteggiamento autolesionista dei locali, che perdono Caputo, espulso per proteste.
Hanno la solita amnesia di 10′ tra la fine del primo tempo e inizio secondo tempo, ma il regolamento contempla tra i pali il portiere, che per il Corato è un super Addario in due circostanze. Non è nel DNA della squadra difendersi. E pur con qualche timore iniziale, riparte con personalità e autorevolezza, anche grazie ad una mega efficiente panchina, che consente varie opzioni. La gara scorre sì in maniera sofferta, ma quella normale di dose per aver una squadra contro che si gioca il tutto per tutto. Non ci saranno partite tranquille, questo è scontato, ma oggi si è verificato ciò che si chiedeva nell’articolo post Deghi: cinismo e carattere. E questo gruppo extra-lusso, guidato da un mister di spessore, con idee ben chiare, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per per vivere una stagione da protagonista.

Corato calcio
Giocatori al momento dell’ingresso in campo
Corato calcio
Giocatori al momento dell’ingresso in campo

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