Mastrodonato e Porro nei guai con un Partito che perde i pezzi

E Mario Malcangi di Sud al Centro attacca Direzione Italia e l'indifferenza popolare

Enzo-Mastrodonato di Fratelli d'Italia Corato

L‘hanno fatta grossa, e ora si preparano a pagarne le conseguenze, gli ex consiglieri comunali di “Fratelli d’Italia” Enzo Mastrodonato e Riccardo Porro che hanno firmato insieme con altri 12 consiglieri le dimissioni provocando il Commissariamento del Comune di Corato, e che avevano già manifestato qualche segno di difficoltà nel seguire la linea del Partito.

I due sono stati raggiunti dalla comunicazione di un provvedimento disciplinare che a breve i vertici nazionali di “Fratelli d’Italia” contesterà loro. La nota disciplinare è pervenuta ai due ex consiglieri firmata dal coordinatore regionale di “Fratelli d’Italia” Erio Congedo che, assieme a Filippo Melchiorre, coordinatore provinciale, ha notificato a Mastrodonato e Porro che verrà loro “inoltre inibita la ricandidatura nelle liste di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni comunali a Corato“. C’è da chiedersi però come mai “Fratelli d’italia” perda pezzi importanti per strada, e le ragioni che hanno drasticamente ridotto la sua ormai ex rappresentanza in Consiglio comunale, in meno di due mesi.

Le novità si rincorrono e riguardano tutte il Centrodestra e la Destra coratine. La Lega si rinnova e cerca di ritrovare la quadra nominando segretario locale Luigi Menduni, mentre il Polo di Centro rimasto con le armi spuntate dopo l’iniziativa delle firme, e dopo il tentativo di far ragionare il Sindaco D’Introno, attraverso il vero e proprio appello che gli aveva rivolto Graziella Valente dell’UDC ancora poche ore prima della deposizione delle firme dei 14, interviene con Mario Malcangi di Sud al Centro.

Malcangi esprime “preoccupazione per le sorti della nostra comunità e sentiamo maggiormente il peso della responsabilità politica del nostro agire. Sud al Centro in queste settimane alla luce di una situazione amministrativa stagnante, paralizzata e senza soluzioni, ha chiaramente auspicato la fine della esperienza D’Introno. Avremmo preferito però che il termine fosse arrivato mediante le dimissioni del sindaco. Riteniamo infatti che il primo cittadino sia il maggior responsabile della sua squadra nella buona e nella cattiva sorte; per cui D’introno, a nostro avviso, avrebbe dovuto presentarsi in Consiglio comunale per spiegare le sue ragioni dando vita ad un dibattito trasparente (che restituisse dignità al ruolo della Assise) e dichiarare il suo fallimento dimettendosi”.

E viene la presa di distanze dai firmatari: “La raccolta delle firme invece non ci ha favorevolmente impressionato sia per chi ne è stato il fautore (D.I) sia per i tempi estremamente rapidi con cui sono stata condotta. Infatti, D.I. avrebbe potuto presentarsi in Consiglio per sfiduciare il suo sindaco con oggettive motivazioni e in quella sede chiedere il sostegno (trasparente) delle altre forze politiche per porre fine alla Consiliatura. La sua assenza per ben 8 consigli comunali e il suo ostinato silenzio hanno mortificato la Istituzione di cui erano membri e offeso il diritto di informazione dei cittadini”. Inoltre, scrive Malcangi, anche la fretta della raccolta delle firme è apparsa del tutto “inopportuna” considerato che a giorni sarebbe intervenuto il Prefetto a metter fine all’Amministrazione D’Introno. 

“Ci sorprende e rattrista –conclude la nota politica– il silenzio con cui la nostra città ha vissuto e vive questi difficili momenti; sembra quasi rassegnata a queste vicende quasi non riguardassero la vita di tutti i nostri concittadini. Palpabile appare in questi momenti la mancanza di partecipazione attiva alla vita politica da parte dei coratini. Tutto questo ci preoccupa per il futuro poiché, volenti o nolenti tra 8 mesi si tornerà a votare.

Auspichiamo che questi mesi siano dedicati, da tutti, ad una profonda riflessione: degli elettori perché comprendano l’importanza di un voto libero, consapevole ed informato; di alcuni personaggi politici locali affinché prendano coscienza che una certa stagione politica è irreversibilmente finita e che Corato merita altro, merita di meglio; di alcune forze politiche perché superino inutili e dannosi pregiudizi e gelosie che fanno vincere sempre i “soliti noti”. Chi ha la presunzione di correre da solo può vincere qualche tappa ma non vince mai la gara; dei futuri amministratori affinché sappiano ridare centralità al ruolo del Consiglio comunale quale sede fisiologica del dibattito politico, del confronto anche aspro, della contrapposizione delle idee”.

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