Scritto da Marina LabartinoLunedì 30 Maggio 2011 00:00
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Puntuale come l’allergia ai pollini che imperversano nell’aere, ma di certo molto più piacevole e interessante, torna l’appuntamento con Cantine Aperte, dove, da quasi 20 anni, nell’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono i loro battenti al pubblico.
Nel nostro caso, un giro di viti, un viaggio leggero, intenso ed appagante tra i migliori vini prodotti sulle colline ondulate della nostra Murgia, che attorniano il turrito Castel del Monte.
Non avendo ancora il dono dell’ubiquità, l’escursione si è limitata a due cantine tra le numerose raccomandate in Puglia.
La storica Torrevento e la neofita Carpentiere.
La prima, ex monastero del ‘700, caratterizzata da spesse mura in pietra lavorate a secco, è stata da qualche anno sapientemente ristrutturata, luogo ideale per la maturazione e l’affinamento delle ben 25 varietà di vini: due “Quotidiani” (E’ Arte bianco ed E’ Arte rosso), 12 “Classici” (Pezzapiana, Primaronda, Bolonero, Vigna Pedale, Torre del Falco, Kebir, Faneros, Sine Nomine, Ghenos, Bacca Rara), 7 “Varietali” (Bombino Bianco, Bombino Nero, Aglianico, Negroamaro, Primitivo, Fiano e Falanghina) e 4 “Innovativi” (Solstizio, Dulcis in Fundo, Maremosso Bianco e Maremosso Rosè).
In contrada Bagnuolo, di recente costruzione, l’azienda Carpentiere ha una cantina moderna costruita su un antico jazzo per il ricovero delle greggi. Si è specializzata nella coltivazione della bacca rossa autoctona, che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio: l’uva di Troia. Da questo antico vitigno, vinificato in purezza, Carpentiere dà vita a vini aromatici ed eleganti, con una interpretazione “fuori dal coro” poiché li propone in tutte le varianti di “colore”: bianco (Come d’Incanto), rosè (Prima Luce) e rosso (Pietra dei Lupi e Riserva Armentario).
Un’occasione per far conoscere impianti, processi di lavorazione e prodotti, ma anche per educare i consumatori all’uso consapevole e piacevole del vino.
Vino e non solo. Protagonista di questa edizioni anche la letteratura. I vini sono quelli più amati, fruibili per bevilità, qualità e prezzo. Gli autori, coloro che regalano emozioni e trasmettono la cultura del territorio.
Perché provare un vino inatteso è assaporare un pezzetto inedito di mondo; riconfermare il gusto intenso di un vino già conosciuto è risvegliare piacevoli ricordi sopiti, conversare con gli amici, nel totale relax della natura, rappresenta il riappropriarsi di una dimenticata essenza interiore.
Al centro dell’attenzione l’aperitivo letterario. A Torrevento in compagnia dell’artista multimediale Oronzo Liuzzi, ricercatore nel campo dell’arte contemporanea, noto per le sue poetiche verbo visuali.
A Carpentiere con Luciano Pegorari, editore F.A.L. Vision che si occupa di editoria e trascrizioni Braille, allestimenti tattili, corsi di lingua e cultura braille, pedagogia clinica e tanto altro. Per questo ha proposto una degustazione al buio (con enoturisti bendati) finalizzata all’esclusione del senso della vista per sollecitare l’utilizzo di tutti gli altri sensi.
Incontri che rinforzano il piacere fisico e intellettuale. Un’esperienza polisensoriale e sociale.
Il vino e la cultura come simboli di convivialità e benessere.