Amministrative, Loizzo scrive a De Benedittis

Il candidato sindaco riformista ringrazia i suoi elettori e scrive una lettera aperta con 10 domande a Corrado De Benedittis: “Credo che sia un atto dovuto e trasparente, un gesto necessario nel rispetto della comunità del centrosinistra coratino”

Amministrative, Loizzo scrive a De Benedittis
Paolo Loizzo

“Un grazie a nome mio personale, e delle liste della coalizione che hanno sostenuto la mia candidatura, a tutti coloro che ci hanno accompagnato in queste intense settimane di campagna elettorale. Grazie ai 2.076 coratini chehanno sostenuto le nostre idee, il progetto politico, la visione di futuro improntata su misure concrete, progressiste, che porteremo in Consiglio comunale”. È il messaggio che Paolo Loizzo, il candidato sindaco riformista, rivolge ai suoi elettori dopo il verdetto delle urne.

Lo fa non senza una punta di rammarico per il progetto di un centrosinistra unito naufragato. E aggiunge: “Oggi c’è amarezza per come sarebbe potuta andare, se non fossero prevalsi certi personalismi. Perché noi abbiamo sempre cercato l’unità e tenuto aperte le porte”. Quindi la conferma della fiducia nei giovani che si sono spesi al suo fianco – “in voi ripongo tutte le speranze di un futuro politico migliore” – e una lettera aperta al candidato sindaco Corrado De Benedittis. Con 10 domande: “Un atto dovuto e trasparente, un gesto necessario nel rispetto della comunità del centrosinistra coratino”.

Di seguito il testo.                                                                          

Caro Corrado,

abbiamo imparato a conoscerci, superficialmente, alcuni anni fa, forse maturando un timido rispetto reciproco.

Il primo incontro, per così dire politico, ricorderai, avvenne poco prima dell’estate scorsa, nei pressi del teatro. Mi dicesti della tua volontà di iniziare un percorso e io ti invitai a una fase di cautela e di ascolto di tutte le espressioni del centrosinistra, ambito nel quale sembrava che tu volessi muoverti.

Oggi leggo su un giornale online, queste tue affermazioni, invero parzialmente già fatte in altri contesti: “Rispetto a quel centrosinistra noi abbiamo una forte discontinuità. Loro hanno esaurito il loro corso e i numeri lo confermano. Siamo noi l’alternativa culturale di questa città”.

Altre volte avevi scritto: “La coalizione di centrosinistra ci è apparsa fragile politicamente: una sommatoria di liste che non fa squadra, anzi litigiosa, invecchiata nella proposta, inadatta per un governo cittadino forte e di svolta”. E allora mi vengono in mente delle domande, che vorrei rivolgerti qui, con questa lettera aperta, nella massima trasparenza.

Se le tue convinzioni erano quelle espresse da ultimo, mi chiedo, e ti chiedo: perché hai partecipato ai tanti incontri della ‘costituenda coalizione’, definizione in quei giorni tanto cara al segretario del Pd, Natalino Petrone?

Perché, come ben ricorderai più o meno nella seconda metà di febbraio, dianzi ai tanti presenti nella sede di Piazza Dem, in via Di Vittorio – in presenza dei rappresentanti di Pd, Cantiere, Ape, Piazza Dem, dei tuoi movimenti, con Bovino già assente – scegliesti il 10 marzo come data delle primarie, mentre io chiedevo di celebrarle il 17? Ricordo bene la tua risposta: “il Eh no, porta male, facciamole il 10”. Concordammo tutti.

Poi, quando dovevamo approvare il regolamento per le primarie, ti presentasti nella sede del Pd con un documento, la cui copia è nelle mani di Aldo Addario che, ricordo, lo fotografò senza girarlo ad alcuno. In quel documento ti dissociavi dalle primarie, quelle stesse primarie di cui avevi stabilito la data. Perché?

Sino ad allora ti era piaciuto colloquiare con “quel centrosinistra” o da esordiente stratega avevi cercato solo di porlo tutto sotto la tua ala egemone e non riuscendoci lo hai mollato?

Torno alle tue recenti affermazioni, tratte dal resoconto dell’ultima conferenza stampa e pubblicate da un quotidiano online della città. Leggo: “Hanno esaurito il loro corso e i numeri lo confermano”. Ecco i numeri ufficiali: la coalizione di Vito Bovino ha  portato a casa 4.352 voti; quella a sostegno della mia candidatura 2.076; la tua 4.364.Davanti a questi numeri sei ancora convinto che “loro hanno esaurito il loro corso”oppure la tua è solo supponenza politica?

Ancora, quando dici “siamo noi l’alternativa culturale di questa città”, ritieni che, tutti insieme, gli altri 6.428 elettori siano privi di cultura o che ne abbiano una più modesta e inferiore e, dunque, meno capace di promuovere lo sviluppo socio-economico- culturale rispetto ai tuoi 4.364?

Immagino che un po’ di modestia non debba mancare, vero? 

Altra tua affermazione: La coalizione di centrosinistra ci è apparsa fragile politicamente”. No, non ci sto. E voglio sommessamente ricordarti che si tratta dello stesso gruppo che ha promosso un’intensa attività consiliare negli ultimi cinque anni, o quasi, mettendo in crisi la forte maggioranza di centrodestra sin dal suo esordio, forse pure favorendone lo sfaldamento, mentre tu te ne stavi seduto sul divano di casa.

“C’è un gran vociferare di compravendita di voti che fa leva sulla disperazione della gente. La Digos, le istituzioni e la magistratura dovrebbero aprire un fascicolo e investigare sul comportamento di tutti i candidati e di tutte le forze politiche”, hai detto da ultimo con il piglio di Catone il censoreE allora chiedo: hai prove di quel che affermi? Sai che Digos e magistratura non intervengono a chiamata invocata,ma su denuncia specifica?

Sai, Corrado, che durante la consiliatura abbiamo anche depositato denunce circostanziate nelle apposite sedi, perché si agisce, se si hanno prove?

Altro virgolettato: “Ci sarebbe voluta più umiltà e coraggio (da parte di centrodestra e centrosinistra ndr) – attacca il professore – È giunta ora di fare altro nella vita. La gente dice che ci sono sempre le stesse facce, sia da una parte che dall’altra”. 

Bene. Un’altra domanda: da quanto tempo hai visto la mia faccia in politica? E quella di Valeria Mazzone? E quella di Aldo Fiore o di Daniele De Benedittis? E quella di Rosalba Marcone o dello stesso Vito Bovino?

Hai ragione, Corrado, ci vorrebbe più umiltà. Quella che ti è mancata nell’ultimo confronto fra noi.  

Risale a un lunedì mattina, dopo l’esordio pubblico di Bovino in una sala cinematografica. Ci siamo fatti un bel caffè e una passeggiatina con la promessa di incontrarci la sera.“Ci chiudiamo in una stanza, buttiamo la chiave, e allora usciamo quando troviamo la soluzione per andare assieme”, così dicesti. Poi strette di mani e abbracci.  

Ricordiamolo a beneficio della comunità: ci siamo visti la sera dopo con le rispettive delegazioni e ahinoi non buttammo la chiave. Discutemmo. Discutemmo di un passo di lato, un passo indietro, di sorteggio, di sondaggio telefonico, ma mai –mai sia – di quelle primarie che avrebbero rispettato non la pari dignità di entrambi, ma quella degli elettori di centrosinistra, il nostro patrimonio. Da lì neuscimmo frustrati, ma con la voglia di rivederci la sera successiva.Io ci credevo.

Ma tu e la tua delegazionenon vi siete presentati. Anzi, con un messaggino, neanche il tuo, avete posto la parola fine al progetto e imboccato la un’altra strada. Che delusione. Come dici tu,“ci sarebbe voluta più umiltà e coraggio”. 

Lo stesso che si richiede a un sindaco che deve decidere, lo stesso coraggio che si richiede a un leader che vuole guidare una comunità. 

Ora ci vediamo in Consiglio, Corrado. Pensa un po’, potremo ritrovarci fianco a fianco sugli stessi banchi. Sai, da Renato Bucci ho imparato un po’ come si fa opposizione: se vorrai, se non ti sembrerò troppo datato, potrai contare su di me.

Con molto affetto, e altrettanta delusione.

Paolo Loizzo

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