Amianto nel secco residuo, sequestrato mezzo ASIPU

La scoperta in una busta dei rifiuti al momento del conferimento in discarica

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Amianto fra il secco residuo, sequestrato mezzo ASIPU

Sarebbe stato conferito amianto fra i rifiuti della frazione secca e, per questo motivo, un camion dell’Asipu sarebbe stato sequestrato.

Sono queste le indiscrezioni che trapelano rispetto a un episodio accaduto giovedì scorso e che, se confermato, arrecherebbe un danno notevole anche all’azienda municipalizzata di Corato.

Il personale dell’Asipu, nel giorno di conferimento del secco residuo, avrebbe ritirato i sacchetti come di consueto ma, una volta condotti i rifiuti presso la discarica, in una busta  sarebbe stata riscontrata la presenza di amianto.

Per tale motivo si sarebbe proceduto al sequestro del mezzo per 45 giorni, evidentemente il tempo necessario prima di poter effettuare la necessaria bonifica.

Tutti i materiali in amianto o contaminati con amianto devono essere raccolti in modo appropriato in sacchi omologati con l’etichetta “Attenzione contiene amianto” ed eliminati secondo quanto stabilito dalla legge.

I rifiuti di amianto classificati speciali/tossici e nocivi, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, devono essere destinati esclusivamente allo smaltimento mediante stoccaggio definitivo in discarica controllata. Pertanto tale destinazione ultima è tassativa, nel senso che non è ammissibile alcuna forma di smaltimento che non sia rappresentata dalla deposizione in discarica controllata.

I rifiuti di amianto classificati, invece, come non pericolosi (come ad esempio i materiali da costruzione contenenti amianto, costituiti in particolare da materiali edili contenenti amianto in matrici cementizie e resinoidi) possono essere smaltiti direttamente in discarica oppure subire prima dei trattamenti.

Risale a oltre 20 anni fa la messa al bando della fibra killer con l’entrata in vigore della legge n. 257/92, visti i rischi per la salute derivanti prevalentemente dall’inalazione delle fibre di amianto disperse nell’aria.

Nonostante ciò, eccetto la rilevazione statistica di amianto nelle aree urbane, industriali e agricole, così come disposto dalla legge n. 257/92 e dal Piano Regionale Amianto della Regione Puglia che prevede, tra l’altro, l’avvio del censimento obbligatorio, poco è stato fatto, a livello regionale, sul fronte del risanamento ambientale e dello smaltimento dei materiali contenenti amianto per arginare l’impatto sanitario provocato dall’esposizione all’asbesto.

Sono carenti, infatti, gli impianti necessari a garantire un corretto smaltimento dell’asbesto nonché le risorse necessarie per incentivare le bonifiche. Esclusi alcuni sporadici bandi per l’assegnazione di contributi da parte di enti locali, ad oggi è ancora a carico del cittadino la rimozione e la bonifica dell’amianto.

Al fine di fornire ai cittadini gli strumenti per difendersi dalla fibra killer ed eliminare il pericolo amianto, avviando un percorso virtuoso a tutela della salute, dallo scorso ottobre 2015, il Comune di Corato ha aderito a “Puglia Eternit Free”,  la campagna regionale di informazione sul rischio amianto promossa da Legambiente Puglia.

Lo scopo è quello di informare i cittadini sul rischio amianto ma anche di affiancarli nella fase del monitoraggio di situazioni sospette e in quella del censimento obbligatorio previsto dalla legge.

È attivo, infatti, un numero verde (800 131 026) a cui cittadini ed enti possono rivolgersi per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito al fine di censire l’eventuale presenza di materiali e/o manufatti contenenti amianto e verificarne lo stato di conservazione. In caso di esito positivo, quanti ne faranno richiesta, saranno affiancati nella compilazione della scheda di autonotifica.

 

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