Allo Sporting Club un incontro con 16 giovani coratini emigrati

La sensazione è che un nostro grande patrimonio di intelligenza e capacità sia perduto a beneficio di altri territori, che hanno però il merito di saperli accogliere e utilizzare al meglio le loro capacità

Allo Sporting Club un incontro con 16 giovani coratini emigrati
Allo Sporting Club un incontro con 16 giovani coratini emigrati

Ieri sera, presso lo Sporting Club di Corato, si è tenuto un incontro con alcune mamme, coraggiose nell’affrontare e gestire la lontananza dei propri figli, e sedici loro giovani figli, che studiano o lavorano fuori dal nostro territorio, tornati a Corato per le feste natalizie.

“Si tratta di giovani eccezionali – ha commentato Matteo Procacci, vice presidente dello Sporting Club Corato – che determinano emozione nell’ascoltarli. Certamente il disagio delle madri per sostenere la loro mancanza quotidiana può in parte essere lenito dall’orgoglio per la loro bravura.

È stata una interessantissima sorpresa conoscerli. Non sembra utile discutere se si ha più  coraggio ad andare o restare nel nostro territorio per svilupparlo. La realtà è che ognuno, come loro stessi hanno detto, cerca e trova il modo migliore per utilizzare il proprio talento, realizzare la propria ambizione o i propri sogni qui o altrove anche in base alle variegate circostanze della vita.

Purtroppo il gap culturale che si va ampliando fra il nostro sud e il nord o l’Europa non dà  la possibilità a molti di loro di realizzarsi qui da noi, per cui sono costretti a “viaggiare”, certamente con disagi e difficoltà, che con determinazione e sacrifici hanno voluto e saputo superare.

Certo si ha la netta sensazione che un nostro grande patrimonio di intelligenza e capacità  sia perduto per noi a beneficio di altri territori, che hanno però il merito di saperli accogliere e utilizzare al meglio queste loro capacità”.

L’imprenditore Leonardo Diaferia, presidente della Itel, presente all’incontro, ha espresso vivo apprezzamento per le capacità dei giovani che ha ascoltato e per i quali ha auspicato che, dopo aver acquisito le grandi competenze che anche gli altri territori, oltre le nostre università, hanno saputo dare loro, tornino, sia per aiutare a ridurre il gap del sud sia per ricucire le radici strappate con il loro viaggio.

 

 

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