Alla scoperta della tradizione del presepe a Corato

In via Galea, Egidio Graziano Tarricone rappresenta la Natività di Nostro Signore con il tema "San Francesco e Santa Chiara, culla di carità, emblema di Fraternità"

Alla scoperta della tradizione del presepe a Corato

Il Natale non è Natale senza il Presepe. E anche coloro che in casa, per motivi di tempo o di spazio non lo allestiscono, amano, passeggiando nel borgo antico, soffermarsi davanti a quei locali che, con musiche e luminarie, attraggono la loro attenzione. Tante le mostre presepiali inaugurate in questi giorni a Corato e che val la pena di visitare.

Iniziamo con il Presepe di Egidio Graziano Tarricone che ogni anno rappresenta in modo suggestivo la Natività di Nostro Signore con un tema diverso. Per quello allestito quest’anno in via Galea, Egidio ha scelto “San Francesco e Santa Chiara, culla di carità, emblema di Fraternità”.

«Per me è stato un anno dedicato a diversi pellegrinaggi verso importanti luoghi di culto», rivela l’artista ai nostri taccuini: ad agosto a Lourdes con il treno bianco dell’Unitalsi, a fine ottobre ad Assisi dove, visitando le tombe di San Francesco e di Santa Chiara, la chiesa di San Damiano e le storiche viuzze medioevali della città, ha tratto ispirazione per realizzare il suo Presepe.

«L’opera – spiega l’autore – è ispirata ai paesaggi d’Assisi. Narra dell’origine della tradizione presepiale mettendo al centro di essa San Francesco, il quale volle dar vita al primo presepe della storia, divenuto poi tradizione moderna. A Santa Chiara e a San Francesco d’Assisi è stata attribuita la metafora della culla che indica l’origine della vita ma anche l’origine e l’emblema di uno stile di vita basato sulla carità fraterna; ideale che lo stesso Natale cerca ogni anno di trasmettere. Ispiratomi a queste due figure, poste in adorazione davanti al Messia, il messaggio di carità ed amore fraterno si fa più forte e risonante in un periodo caratterizzato dalla superficialità d’animo». 

L’opera artigianale si snoda in sette scene, l’ultima delle quali è collocata all’interno della rustica Chiesa di San Damiano per la quale Egidio ha voluto dare, invece, una impronta barocca allo scopo di rendere più riconoscibile il tempio sacro. Un’ambientazione suggerita dal fatto che questo è stato un luogo importante per San Francesco. Qui, pregando davanti al crocifisso presente all’interno della chiesa, e dopo aver chiesto insistentemente luce per il suo cammino, fede e speranza, Francesco lo sente parlare e chiedergli per tre volte di “riparare la sua casa che va in rovina”. Un evento che inciderà profondamente la vita del santo. Inoltre, tra il 1211 e il 1212, Santa Chiara, a seguito di una profezia di San Francesco, vi fondò un ordine di claustrali che vi risiedette fino al 1260. La stessa chiesa, secondo la storiografia cattolica, fu protagonista dei principali miracoli della Santa.

Scena dopo scena, il percorso presepiale di Egidio invita il visitatore a soffermarsi alla ricerca di particolari insoliti e minuziosi, ma lo accompagna anche nella ricerca della Natività, epilogo di un mistero solenne e meraviglioso. «Persino una casa diroccata – sottolinea Egidio – può dunque rifulgere di nuova luce se abitata da Gesù. – e conclude – Il mio augurio è predisporsi a vivere caritatevolmente la propria vita, attenti alle esigenze del prossimo che, con amor fraterno, dovremmo aiutare».

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