Alì Ehsani e il coraggio nel perseguire i propri sogni

L'autore afgano presenta a Corato il libro “I ragazzi hanno grandi sogni” nell'ambito del progetto Confabulare

Confabulare Alì Ehsani a Corato
Alì Ehsani presenta a Corato "I ragazzi hanno grandi sogni"

Una testimonianza di coraggio e speranza, quella portata dall’autore afgano Alì Ehsani a Corato, in occasione della presentazione del libro “I ragazzi hanno grandi sogni” (Feltrinelli Editore), scritto assieme a Francesco Casolo, lo scorso 1 aprile presso la sede della Fondazione Vincenzo Casillo.

L’incontro si inserisce a conclusione del ciclo di appuntamenti di ConfabularEventi, una delle fasi dell’edizione 2019 del progetto annuale di promozione della lettura Confabulare – Libri fuori dagli scaffali, dedicato ai giovani lettori dai 9 ai 17 anni, ideato da“Associazione Culturale Calliope”, Presìdio del Libro, “Libreria l’Agorà-Bottega delle Nuvole”, Teatro Comunale di Ruvo di Puglia, Fondazione “Vincenzo Casillo”, in collaborazione con il Comune di Ruvo di Puglia.

A dialogare con l’autore, Marilù Ardillo, responsabile comunicazione della Fondazione Casillo, Nicola Catalano, referente di Confabulare, e Cardenia Casillo che ha sottolineato l’attenzione della Fondazione nei confronti della formazione della persona, con particolar riferimento ai più piccoli.

Nato a Kabul, Alì Ehsani ha raccontato la sua storia, quella di un bambino che è dovuto crescere troppo presto ed ha dovuto affrontare le paure e i dolori della vita facendo affidamento sulle piccole spalle di un bambino che, a soli 8 anni, si ritrova orfano di entrambi i genitori.

Assieme a suo fratello è fuggito dall’Afghanistan in cerca di un futuro migliore in Europa, ma non senza timori ed incertezze, anzi, di fronte alle macerie della sua casa continuava a ripetere di voler restare lì, «Immaginavo che in tutto il mondo ci fossero le stesse condizioni di guerra». Il loro viaggio verso l’Italia è un interminabile susseguirsi di difficoltà e prove di coraggio, una fuga drammatica che gli è costata anche la perdita del fratello, annegato nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere clandestinamente la Grecia dalla Turchia. «Mio fratello mi diceva di non preoccuparmi, una volta arrivati in Europa tutto sarebbe stato facile. Purtroppo non è stato proprio così». Dopo ben cinque anni, l’arrivo a Roma, all’età di tredici anni, ha rappresentato per Alì la possibilità di inizio di una nuova vita, da costruirsi giorno dopo giorno, senza potersi arrendere.

Il riscatto è rappresentato dall’impegno, dal sacrificio e dallo studio, fino al coronamento di un sogno: nel 2015 Alì ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, a cui è seguito un master in legislazione europea e oggi lavora come insegnante ed è tirocinante in Tribunale, lo stesso posto che prima gli incuteva timore perché avrebbe potuto decidere per la sua vita rimpatriandolo.

«A volte mi mancano quei momenti in cui salivo sul terrazzo di casa con mio padre e, guardando le stelle, parlavamo e io gli chiedevo di raccontarmi come fosse l’Afghanistan quando lui era ragazzo e perché in Afghanistan ci fosse sempre la guerra – dichiara Alì che, nella sua vita da bambino non ha conosciuto scenario nel suo paese – E mio padre mi raccontava di quando nel mio paese, invece, c’era la democrazia. L’Afghanistan è un paese ricco sotto il sole, diceva mio padre» – ricorda, elencando le varie risorse preziose come diamanti, oro, petrolio, gas che hanno da sempre attirato gli interessi degli altri paesi, sfociando in una guerra costante per il potere.

Assieme alla sua storia, anche le testimonianze di alcuni ospiti del Progetto SPRAR di Bisceglie che hanno raccontato le difficoltà della loro fuga e la possibilità di rinascita nel nostro paese, possibile, però, solo mantenendo il coraggio, l’ottimismo e la determinazione.

Filo conduttore del messaggio di Alì Ehsani è la speranza e il non arrendersi mai nel perseguire i propri obiettivi. «Voi avete dei sogni? – chiede rivolgendosi ai ragazzi presenti in platea – io sin da piccolo ho desiderato di insegnare e lo facevo fingendo che i bossoli delle pallottole che raccoglievo per strada fossero i miei alunni». Grato della possibilità che gli è stata data in Italia e alle persone che gli sono state vicine, Alì ha coronato il suo sogno ed invita a non mollare mai, a saper essere forti e sollevarsi sempre dalle cadute della vita, ricordando che dopo periodi scuri e pieni di solitudine arriva sempre il riscatto. «Non esiste un bene senza vivere il male, ma una persona forte sa come mantenere la sua vita in ordine anche con le lacrime agli occhi. Immagino la nostra vita come un albero che cambia veste a seconda delle stagioni e anche noi uomini dobbiamo vivere ogni stagione. Come diceva mio padre, se non studi rimani come un uomo cieco, la cultura non distrugge nessuno. Studiate!».

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