Al Tannoia una immagine di impresa tra economia e etica

Per l'Alternanza Scuola-Lavoro

Immagine. classe VDI as 2018-19

Il titolo richiama una delle più belle canzoni della musica pop di sempre, “Imagine” di John Lennon. “Imagine” per raccontare 11 storie di uomini e donne che hanno fatto impresa.

Un opuscolo che l’ITET “Tannoia” di Corato ha pubblicato a cura della prof.ssa Tania Sciscioli e della classe VD, Indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing, articolazione Sistemi Informativi Aziendali, a conclusione del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro.

Il progetto che ha coinvolto i ragazzi della VD, #Entriamoinazienda #DalsaperequalcosaAlsaperfarequalcosa, ha alternato momenti di formazione in aula a momenti di formazione stagistica. Le undici storie di imprenditori le hanno “sottratte” agli scaffali di una libreria, “lasciandosi trasportare -racconta la prof. nell’introduzione all’opuscolo- in una dimensione umana fatta di vicende sconosciute ai più e che solo i libri sanno raccontare”. Una dimensione immaginativa -da qui la scelta del titolo “Imagine”- per riflettere sulla condivisione etica del lavoro.

Ed eccoli gli eroi di una esperienza d’impresa etica, che valica i confini dell’economia per accedere a un significato più ampio della parola “impresa”, vicino anche al senso dell’avventura e alla difesa delle proprie convinzioni.  Una esperienza che le recenti vicende della “Arcelor Mittal” a Taranto stanno drammaticamente riportando al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica italiana.

Undici nomi, naturalmente controversi come è la realtà, mai lineare né univocamente orientata. Così accanto a un imprenditore si incontra uno scrittore, e accanto a un sacerdote una direttrice di carcere.

Bruno Cucinelli, che ha creato una casa di moda, in provincia di Perugia e presto diventata “firma” internazionale; Leonardo Palmisano, testimone e autore ha messo al centro della propria ricerca umana il traffico dei migranti e il loro sfruttamento nelle campagne del caporalato; Renzo Rosso, fondatore di “Diesel” capace di imporre i propri jeans nella patria statunitense dei pantaloni più famosi del mondo; Enzo Ferrari, ideatore, costruttore e persino pilota della più bella e veloce automobile del mondo, tra i maggiori prodotti della ricerca tecnologica, scientifica ed estetica che rappresentano l’Italia nel mondo; Adriano Olivetti, realizzatore di una idea di fabbrica a misura d’uomo e di famiglia, delle più belle macchine da scrivere e persino dei primi computer; Luisa Spagnoli, inventrice del bacio perugina, come dire di un sogno da gustare con tutti i sensi; Steve Jobs dal niente ha pensato e prodotto la “Apple”, la più innovativa fabbrica di computer, per dar vita a “Mac” l’amico del cuore di tutti i creativi; Maria Montessori, tra i più grandi ricercatori e operatori della pedagogia moderna e fondatrice di quelle “Case dei bambini” che divennero in tutta Europa, e fuori, il modello di ambiente in cui far crescere i più piccoli; Serenella Antoniazzi, piccola imprenditrice del mobile e recentissima ispiratrice nel 2015 del “Fondo Serenella” con il quale lo Stato aiuta le piccole e medie imprese in situazione di potenziale crisi di liquidità a causa di mancati pagamenti da parte di imprese debitrici; don Lorenzo Milani inventore e animatore di quell’esempio inarrivabile di promozione educativa e sociale che è stata la sua “Scuola di Barbiana”, spazio di uguaglianza e di difesa e produzione di diritti; Armida Miserere, tra le prime donne a dirigere un carcere in Italia, e capace di concentrare su di sé il feroce dibattito tra diverse concezioni della pena -una, la sua, ancorata all’idea della correzione dura, l’altra a quella della riabilitazione sociale-, fino a pagare di persona un protagonismo che le regalò alla fine la tragedia della solitudine e del suicidio.

Potevano essere altri gli eroi della VDI, ma sono questi ed è proprio la scelta contraddittoria e parziale, che costituisce l’originalità della riflessione degli studenti.

L’esperienza dei ragazzi della VDI si è avvalsa della collaborazione del grafico Mimmo Montrone e di Giada Filannino della libreria “Ambarabacicicocò”.

Oltre quello cartaceo la pubblicazione ha avuto anche un formato digitale.

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