Al Liceo Oriani l’integrazione passa attraverso l’arte

“Gli Eroi Dai Mille Volti: Polytropos, la Metamorfosi dell’Homo Sapiens” è il titolo scelto dai rappresentanti del Liceo Oriani di Corato, Francesco Procacci e Renata La Serra, per l’assemblea d’istituto tenutasi in data 27 e 28 novembre nell’agorà “Felice Tarantini”

Al Liceo Oriani l'integrazione passa attraverso l'arte
Al Liceo Oriani l'integrazione passa attraverso l'arte

L’arte come ponte tra culture e linguaggio universale. L’arte come via basilare per costruire un confronto che possa sfociare in una migliore armonia fra popoli e, se vogliamo, una ricerca sinfonica della pace.

‘’Harmonia’’ in greco significa “unione” ed è proprio a partire dall’idea di unione gli studenti del Liceo “A. Oriani” hanno aggiunto, nelle mattinate di martedì e di mercoledì, un tassello a un percorso culturale, precedentemente avviato e finalizzato a condividere un messaggio positivo di integrazione.

“Gli Eroi Dai Mille Volti: Polytropos, la Metamorfosi dell’Homo Sapiens” è il titolo scelto dai rappresentanti del Liceo, Francesco Procacci e Renata La Serra, per l’assemblea d’istituto tenutasi in data 27 e 28 novembre nell’agorà “Felice Tarantini”, titolo che fa riferimento alla figura eroica di Ulisse, eroe cosmopolita, messo a confronto con la società odierna e i suoi eroi, tra cui Salvatore, protagonista di “Nuovo cinema Paradiso”, capolavoro cinematografico del regista Giuseppe Tornatore. Sulle toccanti e vibranti note di “Love Theme” – composta da Ennio Morricone per la colonna sonora del film – suonata dal Maestro Fabio Di Gennaro, ex Orianino, accompagnato da giovani studenti violinisti e violoncellisti e ballata dalla nota ballerina Angela Procacci, si è aperta la prima assemblea d’istituto dell’anno scolastico corrente.

In seguito, percorsa da melodie multiculturali, l’agorà è divenuta luogo di incontro tra tutte le forme di espressione, dalla settima arte fino alle emozionanti testimonianze rese dai racconti di viaggi verso la libertà. Libertà di emanciparsi, di reinventarsi, di farsi ambasciatori delle proprie origini: valori aggiunti in un contesto accogliente e rincuorante. Due voci forti, quella di Edmond Lalla, uno fra i tanti Albanesi sbarcati l’8 agosto del 1991 a Bari, ora divenuto noto artista e scultore, e Kader Diabate, attivista per i diritti umani che dalla Costa d’Avorio, poi a Riace e infine a Corato, è una forza della natura per la grinta che lo contraddistingue.

Il richiamo alle diverse etnie ha trovato sfogo nella testimonianza musicale a cura di Cesare Pastanella, famoso percussionista coratino, e del chitarrista Aldo De Palma, i quali hanno regalato agli studenti una curiosa prospettiva su brani suonati attraverso strumenti etnici e caratteristici.

La musica ha spaziato anche nel panorama artistico italiano contemporaneo con la promessa italiana Brunori Sas, con il cantautore “politico” Caparezza, fino ad imbattersi nel lato oscuro della luna e dell’uomo con i Pink Floyd.

Dulcis in fundo, la parola è data al giovane sociologo Felice Addario che ha concluso l’assemblea con un messaggio significativo: la speranza di tramutare la fragilità dell’uomo in occasione di forza, unione e confronto con il diverso, che è ricchezza e non fa paura, perché a detta di Kader “il colore del sangue delle donne e degli uomini è lo stesso, non è ad alcuni rosso e ad altri verde, cambia solo il contenitore. Io nero, tu bianco ed è bello perché ci sono tutti i colori!”

E a voi, lettori, piace l’arcobaleno?

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