Da domani, sabato 30 novembre 2019, il sito internet de Lo Stradone – Il Giornale di Corato non sarà più un portale di informazione giornalistica propriamente detta. L’annuncio è stato dato questo pomeriggio dal direttore Claudio Rocco facendo seguito alle profonde modifiche che stanno interessando la struttura del giornale, il quale continuerà la sua attività nella tradizionale e longeva forma cartacea, ininterrottamente in edicola dal luglio 1979. Questo breve commiato si rende necessario per illustrare cosa cambierà nell’immediato futuro per tutti i lettori de Lo Stradone appassionati di ciclismo, soprattutto i non coratini.

Lo diciamo subito, così (magari) sino al termine della lettura del pezzo si riuscirà a metabolizzare: da domani non saranno più pubblicate notizie su www.lostradone.it e le news di ciclismo non troveranno più spazio su questo portale.

Lo Stradone ha raccontato gare di ciclismo anche fuori dal territorio di Corato (qui Bitonto)
Lo Stradone ha raccontato gare di ciclismo anche fuori dal territorio di Corato (qui Bitonto)

Negli anni Lo Stradone.it è divenuto un vero e proprio punto di riferimento nell’informazione ciclistica a Corato in Puglia e non solo. Il ciclismo è stato un assoluto protagonista delle fasi di lancio sul web del sito, con un articolo sulla Gran Fondo Parco dell’Alta Murgia che con il suo boom di visite e accessi spianò la strada ad un’avventura professionale stimolante e accattivante iniziata il 1 maggio 2011 sotto la direzione di Rosalba Cavuoto e Giuseppe Di Bisceglie. Da allora sono stati pubblicati ben 179 articoli riguardanti materia ciclistica, spesso corredati da ampie gallerie fotografiche e ultimamente anche da servizi video con commenti tecnici (questi ultimi 33 in totale) con una particolare vocazione al territorio. Sebbene faccia informazione “locale”, Lo Stradone ha da sempre uno sguardo lungo sul territorio; il web ha potenziato questa caratteristica, il ciclismo l’ha ramificata.

Gli articoli di ciclismo pubblicati su www.lostradone.it – tutti a firma dello scrivente Roberto Ferrante – hanno sempre avuto questo stile, e con questo taglio non si sono mai limitati a narrare le gesta di atleti coratini o le manifestazioni legate alla città. Così in quei 179 pezzi c’è stata tanta Murgia, ci sono stati i racconti dei campionati italiani di ciclocross ogni anno in un luogo diverso, le interviste ai campioni del passato come Moser e Gimondi, quelle ai personaggi a tutto tondo come Mario Cipollini, la prima volta di un kosovaro ai campionati del mondo (Doha 2016, l’occasione per iniziare una bella amicizia con Bidon), i racconti di gare classiche su strada per juniores, allievi e dilettanti, le tante gran fondo in fuoristrada a mangiar la polvere a bordo del sentiero o a impastare gli stivali col fango per l’irrefrenabile amore del ciclocross.

Il logo de Lo Stradone richiama la linea d'arrivo di una gara di ciclismo con le due fasce centrali
Il logo de Lo Stradone richiama la linea d’arrivo di una gara di ciclismo con le due fasce centrali

Tutto questo è stato Lo Stradone.it per il ciclismo, culminando con i racconti da inviato alle tappe meridionali del Sud Italia, uno dei quali è valso il Premio “Michele Campione Giornalista di Puglia” nel 2018. In fondo non c’è da stupirsi, le due ruote della bicicletta permettono di arrivare in capo al mondo e poi lo stesso nome della testata, “Lo Stradone” richiama il viale d’arrivo di una corsa ciclistica. Una corsa che termina su una linea d’arrivo, la stessa che si può riconoscere al centro del logo della testata, per tutta la sua lunghezza. Lo aveva capito anche il Cipollini nazionale, che col suo fare guascone così si rivolse una sera ai lettori de Lo Stradone:

Tutto questo da domani non ci sarà più e se è vero che la prima regola dell’informazione giornalistica è di non scrivere mai in chiave soggettiva, considerate le circostanze mi prendo la libertà di esprimere a tutti voi appassionati lettori la mia più sincera gratitudine. D’altronde ciascuno ha l’estrema personale libertà di elaborare un lutto. Sono stati 8 anni fantastici, stimolanti e creativi, nei quali, grazie a tutti i miei direttori, ho avuto sempre ampia libertà di movimento e, soprattutto, di sperimentazione. Sia ben chiaro: solo chi non fa non sbaglia!

I tempi cambiano, le energie si esauriscono ed è necessario talvolta amputare un arto per salvare tutto il corpo. Lo sanno bene alcuni grandi atleti paralimpici che hanno trovato nel ciclismo, guarda caso, una nuova ragione di vita. Io ne sono consapevole e, sono sicuro, lo è anche la nuova proprietà della Testata. Continuerò a scrivere di ciclismo (e di tanto altro) sul cartaceo de Lo Stradone, che troverete ogni mese in edicola. Necessariamente, però, la caratteristica di trasversalità spaziale che avete apprezzato sul web subirà un sensibile ridimensionamento, vista la destinazione prettamente locale del pubblico di lettori, privata dell’universalità del web.

Ad majora! e a rivederci sui campi gara. È stato un onore mettere la mia penna e la mia voce al servizio di tutto il ciclismo pugliese (e non solo). Lunga vita a Lo Stradone!

Roberto Ferrante

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