A Torrevento: “Cantine aperte in Vendemmia” 2019

Con il sostegno al progetto “Senza sbarre”, l’azienda offre opportunità di integrazione socio lavorativa ad ex detenuti

cantine aperte in vendemmia torrevento 2019 (14)

Autunno: tempo di raccolti. Le vigne, gravide di frutti maturati al rovente sole estivo, attendono che la sapiente mano dell’uomo trasformi i grappoli verdi e neri in inebriante vino ricco di intensi sentori. È con questo spirito bucolico che si rinnova l’appuntamento con “Cantine aperte in Vendemmia”, tenutosi domenica 22 settembre, sull’aia dell’azienda Torrevento.

L’edizione 2019 conferma il successo degli scorsi anni. Frotte di enonauti giunti da ogni dove hanno potuto assaporare, insieme a prelibatezze locali dolci e salate, l’infinita collezione di pregiati vini, anche d’annata, proposta da Torrevento.

Non sono mancati: le visite ai vigneti, alle secolari cantine sotterranee, alle bottaie, i corsi di degustazione sul vino prodotto dal vitigno autoctono Nero di Troia Castel del Monte, seminari sugli aspetti nutrizionali della bevanda di Bacco, i giochi gonfiabili per i più piccini ed infine una mostra di scatti fotografici nell’ambito del progetto “La Murgia incontra il mare” a cura di Nicola Nemore e Giuseppe Carlucci.

Uno stand in particolare ha richiamato l’attenzione del folto pubblico. Ce ne parla Alessandra Tedone, Responsabile Comunicazione e Marketing di Torrevento, nonché componente del Consiglio “Consorzio Movimento Turismo del Vino Puglia”.

«”Cantine aperte in vendemmia” è l’evento più interessante tra quelli organizzati CMTVP, perché rappresenta il momento conclusivo dell’intenso lavoro svolto nei campi e mira a mettere in relazione i turisti con tutto l’iter della tracciabilità, dalla vigna al prodotto finito –spiega la dott.ssa Tedone- Ma la nostra vuol essere accoglienza a 360 gradi. Una vera e propria filosofia etica e ambientale che ci ha premiati.

Torrevento è, infatti, tra le nove aziende in Italia che può vantarsi di aver ottenuto la certificazione “Equalitas” che qualifica la sostenibilità del nostro vino secondo tre pilastri: sociale, ambientale ed economico.

In poche parole la nostra è una filiera virtuosa sotto diversi aspetti: abbiamo a cuore il nostro territorio e mettiamo in atto buone pratiche agricole per tutelarlo, l’energia degli impianti di trasformazione deriva da fonti rinnovabili, siamo aperti a progetti di collaborazione che vanno al di là dei guadagni.

Attualmente siamo impegnati su tre fronti: l’alternanza scuola lavoro con alcuni studenti dell’ITIS Tannoia di Corato, un laboratorio post laurea in enologia che coinvolge due università, un corso di studi per i cosiddetti Neet, ragazzi disoccupati che avevano abbandonato gli studi, al termine del quale conseguiranno il diploma di operatore della trasformazione agroalimentare.

Mettiamo pure a disposizione i nostri spazi all’aperto o al chiuso per meeting parrocchiali.

posso affermare che il nostro fiore all’occhiello è il sostegno destinato al progetto “Senza sbarre” che si propone di attuare l’esecuzione della misura alternativa al carcere attraverso l’accoglienza/inclusione socio-lavorativa in regime di semilibertà di detenuti o ex detenuti.

Un progetto della diocesi di Andria, creato e realizzato dall’associazione “Amici di San Vittore onlus” che si è sviluppato all’interno della Masseria San Vittore, sita nell’omonima contrada e ristrutturata da don Oreste Benzi, dove, con il marchio “A mano libera”, si producono pasta fresca, taralli, formaggi, sott’oli, ecc.

Il nostro obiettivo è mettere in pratica le parole di don Oreste “Dobbiamo passare dalla certezza della pena alla certezza del recupero, perché un uomo recuperato non è più pericoloso”».

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