A Corato si inaugura la mostra “Recipĕre”

Dal 15 dicembre al 3 febbraio 2019 sarà possibile visitare la mostra temporanea "Recipĕre", per riscoprire la "rasola", la "cornucopia", il "rizzulo" e la "quartara"

A Corato fino al 3 febbraio 2019 la mostra temporanea Recipĕre

Una mostra temporanea dal titolo “Recipĕre” sarà ospitata fino al 3 febbraio 2019 presso il Museo della Città e del Territorio di Corato. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Società Cooperativa Sistema Museo, il Comune di Corato e Ra contemporaryArt, è stata inaugurata nella serata di sabato 15 dicembre, dopo essere stata ospitata ad Altamura presso la Masseria Jesce.

“Recipĕre”, dal latino “ricevere, accogliere”. Un predicato verbale dai mille significati, che racchiude in sé il senso ancestrale dell’atto del donare. E, a Corato, vengono esposti manufatti in ceramica realizzati dagli artisti artisti designer terlizzesi Paolo De Santoli, Giuseppe Vallarelli e Michelangelo De Santoli, assieme al salernitano Giuseppe Di Muro.

Così il “coppuo“, il “rizzulo“, la “rasola” e la “quartara” raccontano ai visitatori le proprie storie, in forme rivisitate. Gli antichi recipienti si riscoprono ancora oggi in profonda connessione con il territorio e con le materie prime in essi raccolte, rispettivamente grano, vino, olio e acqua.

Presenti all’inaugurazione di “Recipĕre” gli artisti Paolo De Santoli e Giuseppe Vallarelli, accompagnati dal cantastorie Donato Emar Laborante. In un dialogo stimolante, fecondo e suggestivo, gli artisti hanno presentato il loro omaggio alla tradizione agro-pastorale che identifica le terre meridionali. Sposando il progetto della Ceramica d’Apulia, le opere esposte si innestano in un percorso di valorizzazione e riconoscimento dell’arte manufatturiera locale.

«Sono nate insieme la terra ed il segno, modellata una, ed inciso l’altro tramite le mani dell’uomo» ha affermato Tiziana Monterisi, nel corso dell’inaugurazione. «Il museo nel 2019 compirà dieci anni. E in questo decennio, nel percorso di lavoro, studio e ricerca, si cerca di trovare sempre un legame, un dialogo, tra le esposizioni permanenti e ciò che viene ospitato. Tutto ciò non fa del museo un semplice contenitore.»

«Il grande guaio della Puglia è quello di non riuscire a chiudere il cerchio. La nostra regione non riesce a essere pienamente propositiva rispetto alla propria storia e alle potenzialità che ha» ha sottolineato Paolo De Santoli. «Si potrebbe fare molto altro ancora, in un’ottica di marketing territoriale che fotografi dall’alto paesi come Ruvo, Terlizzi e Corato. Questi tre punti cardine si distinguono rispettivamente per la storia artistica, la produzione della ceramica e l’insegnamento.»

Così il cantastorie  Donato Emar Laborante, che da tre anni gestisce la Masseria Jesce ad Altamura, commenta l’esposizione temporanea: «Le mostre dialogano con gli spazi. I luoghi parlano, raccontano. Le anime degli oggetti vivono in connessione con l’ambiente. E allo stesso modo i recipienti della nostra tradizione vivono in simbiosi con il proprio contenuto. Il contenitore è già, di per sé, un ringraziamento alle molteplici forme del contenuto.»

Alle fasi di allestimento e comunicazione dell’esposizione temporanea hanno partecipato con entusiasmo e coinvolgimento gli studenti del Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi” di Corato, impegnati nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro.

Non solo una mostra, quindi, ma una narrazione attraverso il tempo e la storia che ci è alle spalle. “Recipĕre” potrà essere visitata, gratuitamente il martedì, il giovedì e il sabato ore 17.30-20.30; il mercoledì e il venerdì ore 9.30-12.30; e la domenica ore 10-12 e 17.30-20.30. Per ulteriori informazioni si può contattare direttamente il Museo allo 080.8720732.

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