A Corato “La mia seconda volta”, il film ispirato alla storia di Giorgia Benusiglio

A due anni dalla sua ultima conferenza, tenutasi presso il Teatro Comunale dei Borgia, torna a Corato la Benusiglio per sensibilizzare i giovani contro l’uso di sostanze stupefacenti

A Corato “La mia seconda volta”, il film ispirato alla storia di Giorgia Benusiglio
A Corato “La mia seconda volta”, il film ispirato alla storia di Giorgia Benusiglio

È stato il Rotary Club di Corato a permettere alla comunità cittadina di incontrare ancora una volta Giorgia Benusiglio in una conferenza, tenutasi presso l’Agorà “Felice Tarantini” del liceo classico “A. Oriani” nella serata di domenica 24 marzo.

Giorgia Benusiglio è una ragazza normale, come tante altre, con alle spalle una famiglia solida e molto unita. Studia, esce con agli amici, ha un fidanzato. All’età di 17 anni decide di assumere mezza pasticca di ecstasy, convinta che quella dose non possa farle male, ma è l’inizio di un calvario. Giorgia rischia di morire, ed è costretta a subire un trapianto di fegato. Da quel giorno ha deciso di trasformare la sua esperienza in una lezione di vita, svolgendo un’attività di prevenzione, raccontandosi in scuole, parrocchie, comunità e luoghi di aggregazione di ogni tipo, al fine di informare e sensibilizzare i giovani relativamente al problema delle droghe, argomento spesso sottovaluto dalle istituzioni.

La sua storia è divenuta un film, “La mia seconda volta”, uscito nelle sale di tutta Italia il 21 marzo, che porta in scena una vicenda molto simile a quella di Giorgia. Il film è in programmazione nelle sale del Cinema Alfieri di Corato dal 25 al 27 marzo. Il 10 aprile “La mia seconda volta” sarà proiettato in Parlamento seguito da una discussione relativa alla ricerca di fondi da devolvere a favore della prevenzione.

«Il problema dell’utilizzo delle sostanze stupefacenti è attualmente trascurato dalle istituzioni, che sottovalutano la pericolosità della questione – ha affermato la dirigente dell’istituto comprensivo “Oriani-Tandoi”, la Prof.ssa Angela Adduci – La scuola, pertanto, deve porsi come obiettivo quello di fornire agli studenti una maggiore informazione, affinché si rendano conto della pericolosità di tali sostanze».

«Non vi dirò di non fare uso di sostanze stupefacenti – ha esordito Giorgia Benusiglio, rivolgendosi ai numerosi giovani presenti all’incontro – ma sono qui per informarvi delle conseguenze che anche una singola assunzione può far scaturire, condizionandovi per tutta la vita».

Eludendo la strada del proibizionismo, che contribuisce ad aumentare il desiderio di trasgressione da parte dei giovani, Giorgia ripercorre la sua storia: le 17 ore di intervento, i numerosi mesi nel reparto di terapia intensiva, i sensi di colpa rispetto a sé stessa e ai suoi genitori, il continuo sottoporsi ad esami clinici e il difficile ritorno alla vita “normale”, quella di tutti i giorni.

«Siete disposti a passare tutto ciò?» ha chiesto ai giovani, appellandosi alla loro capacità di divenire consapevoli. Il suo obiettivo, infatti, è quello di fornire una corretta informazione agli adolescenti, che talvolta ignorano i rischi che comporta l’uso di sostanze stupefacenti, anche se assunti occasionalmente.

L’errore nel quale si rischia di incorrere è quello di pensare che i problemi legati alle droghe riguardino solo coloro che ne fanno un uso sistematico, ignorando che anche una sola assunzione di tali sostanze, come nel caso di Giorgia, può provocare numerosi danni all’organismo e, in molti casi, anche la morte.

Le droghe infatti comportano un duplice pericolo: gli effetti farmacologici prodotti dal principio attivo della sostanza che danneggiano il sistema nervoso e la contrazione di malattie, causate dalle sostanze da taglio, ovvero quelle sostanze che vengono unite alle droghe al fine di modificarne il principio attivo o di diluirlo per ricavarne maggiori profitti.

«Tutti coloro che fanno uso di droghe prima o poi dovranno subirne le conseguenze – ha continuato Giorgia – anche se in un primo momento potrebbe sembrare che l’organismo non ne rimanga danneggiato».

«Ci sono infatti organismi che apparentemente non vengono danneggiati dalle sostanze stupefacenti, ma queste, a lungo andare, provocano danni a livello cerebrale – ha spiegato il Governatore del Distretto Rotary 2120 di Puglia e Basilicata Donato Donnoli, medico farmacologo ed esperto in dipendenze giovanili, presente all’incontro – tali danneggiamenti sono prodotti anche da alcol, nicotina e psicofarmaci, che innestano un meccanismo di dipendenza al quale l’organismo non può sottrarsi».

La scelta di un istante, dunque, può cambiare una vita intera; anche Alessandra, colei che ha donato il fegato a Giorgia, è stata vittima di una scelta errata e carnefice della propria disfatta: ella ha perso la vita in un banale incidente stradale, a causa di un urto alla testa dovuto alla mancanza della cintura di sicurezza.

Non è la vita, dunque, ad essere breve ma breve è il frangente di tempo che può portarci a perderla.

 

 

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