A Corato il nuovo elettrodotto fino a Bari. Quello esistente sarà interrato?

La prossima primavera l'inizio dei lavori

Nuovo elettrodotto
Il percorso del nuovo elettrodotto Corato-Bari

Correrà per 36 km aerei il nuovo elettrodotto che la Società “Terna Rete Italia” realizzerà a cominciare presumibilmente dalla prossima primavera tra Corato e la zona industriale di Bari, in sostituzione della linea esistente.

Lo comunica il Ministero dell’Ambiente che ha dato il via libera al progetto, insieme con il Ministero per i Beni e le Attività culturali. Il progetto ha superato la valutazione di impatto ambientale anche in considerazione che l’opera non interferirà con le aree della “Rete Natura 2000“.

L’elettrodotto attraverserà i comuni di Ruvo di Puglia, Terlizzi, Bitonto e Modugno. L’opera raggiunge i 150 KV, cioè i 150mila volts: “Il nuovo tracciato -spiega il Ministero dell’Ambiente- ha lo scopo di ridurre l’interferenza con le zone urbanizzate, o di potenziale urbanizzazione, e di limitare gli impatti per le popolazioni locali. L’opera si svilupperà “tra la cabina primaria di Bari Industriale 2, sita nella zona industriale del comune di Modugno, e la cabina primaria di Corato” prevedendo la “dismissione dell’esistente linea elettrica TERNA a 150 kV, di lunghezza analoga a quella del nuovo elettrodotto”.

“Terna” dovrebbe provvedere ora all’interramento della struttura esistente, un obiettivo per il quale comitati di quartiere e associazioni ambientalistiche si sono battute per anni.

Numerose le prescrizioni richieste a “Terna” dalla Direzione Generale Archeologia del Ministero sulla base delle osservazioni critiche avanzate dalla Soprintendenza Archeologia della Puglia che alla fine di gennaio 208 aveva espresso il proprio parere negativo sul posizionamento di alcuni sostegni del percorso aereo dell’elettrodotto per la vicinanza alla via Appia-Traiana e al tratturello Corato-Fontanadogna.

In particolare il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha sottolineato la necessità della tutela dei giacimenti archeologici siti nel percorso dell’elettrodotto, tra i quali il “tratturello via Traiana” in agro di Corato, e della salvaguardia delle essenze arboree autoctone e/o colturali, delle lame, dei torrenti, delle gravine, delle ville e degli edifici rurali “che -scrive la Direzione Generale Archeologia del Ministero– costituiscono un carattere importante del paesaggio agrario dell’area”.

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