31 maggio, la visitazione di Maria ad Elisabetta di Jacopo Pontormo

Questo capolavoro dell’arte, più di ogni altro, esalta e nobilita la trascendentalità dell’evento narrato nei vangeli. L'opera, datata 1516, si trova nella pieve dei santi Michele e Francesco a Carmignano in provincia di Prato

31 maggio, la visitazione di Maria ad Elisabetta di Jacopo Pontormo

di Franco Leone

Il 31 maggio il calendario cristiano ricorda “la Visitazione di Maria ad Elisabetta”.

Per sublimare questa ricorrenza religiosa ho deciso di pubblicare le foto di un nostro evento d’arte nella trecentesca chiesa del Padre Eterno a Cerignola, dedicato alle storie di Maria e quindi alla Visitazione dipinta dal pittore toscano Jacopo Carrucci detto il Pontormo.

Forse questo capolavoro dell’arte, più di ogni altro, esalta e nobilita la trascendentalità dell’evento narrato nei vangeli. L’opera, datata 1516, si trova nella pieve dei santi Michele e Francesco a Carmignano in provincia di Prato.

31 maggio, la visitazione di Maria ad Elisabetta di Jacopo Pontormo
Pontormo

DESCRIZIONE DELL’OPERA
Maria ed Elisabetta si incontrano entrambe in stato di gravidanza, effondendo gioia e tenerezza attraverso una leggerezza che viene espressa da un panneggio morbido, da soffuse tinte pastello e da sinuosi movimenti.

L’atmosfera di attesa e di certezza per il destino straordinario dei due nascituri sono rese dal Pontormo con assoluta coerenza dentro un luogo che appare irreale. L’eccezionalità dell’evento è accentuata dall’amplificazione delle vesti che avvolgono i corpi, dall’apparente mancanza di gravità e dalla definizione di uno spazio in cui i corpi sembrano quasi fluttuare. Le due donne sembrano quasi accennare un passo di danza, mentre i loro ventri si sfiorano senza toccarsi.

La luce è limpidissima e riesce a far brillare la gamma dei colori rari e cangianti mentre leviga la trasparente chiarezza dei volti.

IL SEGRETO DEL DIPINTO
Le due ancelle, interpretate come immagini speculari di Maria ed Elisabetta ci fissano con ossessiva intensità, cercando di attirare la nostra attenzione ed indurci alla riflessione. Il loro sguardo rimanda a noi lo sguardo con cui Maria ed Elisabetta si stanno guardando…
E qui sta il miracolo di Pontormo: averci resi partecipi di un’introspezione piscologica che ci astrae dalla nostra dimensione spaziale, proiettando anche noi in uno spazio senza gravità.

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