1992 – 2019: da pozzo artesiano a discarica

In contrada Scannagatta, come ci ha segnalato il signor Cataldo Mangione, c'è un impianto di approvvigionamento idrico realizzato con soldi pubblici nel 1992 e mai entrato in funzione. La zona, considerato lo stato di abbandono, diviene, spesso, ricettacolo di rifiuti

1992 – 2019: da pozzo artesiano a discarica

In seguito ad una segnalazione di un cittadino di Corato, il signor Cataldo Mangione, LO STRADONE intende documentare e denunciare lo stato di abbandono in cui versa un’opera pubblica, nello specifico un pozzo artesiano, costruita 26 anni fa e mai entrata in funzione. Un caso eclatante di spreco di soldi pubblici.

Siamo in contrada Scannagatta, nei pressi di via Santa Lucia, e il pozzo artesiano è stato costruito nel 1992 con soldi pubblici ad opera del Consorzio Bonifica Apulo Lucano e su un terreno espropriato a un privato cittadino coratino. Nonostante l’impianto di approvvigionamento sia completo di vasca (grande circa 50 metri quadri), pompe e bocchette, e la sua rete idrica di distribuzione sia già interamente predisposta, coprendo la zona che si estende da via vecchia Canosa a Boccotero, non è mai stato attivato.

Si tratta di un’opera pubblica, quindi nata non per iniziativa spontanea dei proprietari dei terreni circostanti, che avrebbe dovuto portare acqua, quindi benefici per gli ulivi e gli agricoltori. Invece, sono stati spesi soldi pubblici e al posto di un pozzo artesiano funzionante oggi abbiamo una discarica a cielo aperto.

Dove sarebbe dovuta sgorgare acqua ci sono rifiuti di ogni genere e dimensione:servizi igienici, tubi idraulici, scarti edilizi, eternit, sacchetti di spazzatura.

L’attenzione dei proprietari dei terreni è sempre alta per evitare che si accumuli sporcizia. Solo tre mesi fa la Polizia Locale ha fatto ripulire la zona, grazie alla convenzione stipulata con le Guardie Ambientali d’Italia (scaduta ieri e al momento non rinnovata ndr), elevando, tra l’altro, alcune contravvenzioni. Il monitoraggio dell’area dovrebbe essere quasi quotidiano, perché l’abbandono dei rifiuti, purtroppo, è all’ordine del giorno.

Pur non essendo mai entrato in funzione, il sistema di irrigazione sarebbe efficiente, stando, almeno ad una verifica effettuata nel 2017.

«Due anni fa, infatti, – come ha dichiarato dal signor Cataldo Mangione –  l’azienda “Sime” di Monopoli ha proceduto con una prova di portata in seguito alla quale il pozzo artesiano venne dichiarato funzionante ed efficiente».

Le numerose segnalazioni fatte in questi anni e l’attenzione chiesta ad alcuni politici locali, come ha affermato il signor Mangione, non ha prodotto soluzioni. Nessuna risposta è mai arrivata, mentre il tempo è passato inesorabilmente.

L’auspicio del signor Mangione è che, attraverso il nostro sito web, si riesca a sensibilizzare le autorità competenti e si possa mettere fine a questo “scempio”, per attivare, finalmente,  un sistema di irrigazione pronto da 26 anni e che «ci permetterebbe – ha concluso il signor Mangione – di disporre di acqua a costi più contenuti rispetto a quelli sostenuti fino ad ora comprandola dai privati».

 

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