1500 screening gratuiti per le Giornate della Prevenzione

L'associazione Onda d'Urto Corato rivela: su 100 ecografie al seno, 10 i casi sospetti; una morte per infarto scongiurata; il 40% degli esami del sangue presentano valori di colesterolo elevati e il 10% alti tassi di glicemia

1500 screening gratuiti per le Giornate della Prevenzione
1500 screening gratuiti per le Giornate della Prevenzione

Grande interesse hanno suscitato le “Giornate della Prevenzione” promosse per il terzo anno consecutivo dall’Associazione “Onda d’urto uniti contro il cancro Corato”.

Oltre 1500 gli screening effettuati il 22 e 23 settembre nel Parco comunale di via Sant’Elia, che sono andati a coprire quasi tutte le branche della medicina. Notevole l’affluenza per le visite oculistiche, cardiologiche, senologiche e l’ecografia tiroidea.

Su quasi 100 screening alla mammella 10 casi sono risultati sospetti, subito presi in carico dai medici che li hanno rilevati e dai quali saranno seguiti nel processo diagnostico di approfondimento. Il 40% dei pazienti sottoposti ad analisi di sangue presentano valori di colesterolo elevati, e il 10% alti tassi di glicemia.

L’intuito del cardiologo ha scongiurato una morte per infarto: il cittadino, riluttante a farsi visitare, ma sollecitato da alcuni amici a partecipare allo screening, è ancora ricoverato in Ospedale.

Sono questi i risultati rivelati nella conferenza stampa, tenutasi in Sala Verde venerdì 28 settembre, dal dr. Domenico Ungari, presidente Onda d’Urto, accompagnato dai volontari Filomena Balducci, Manuela Graziano, Paolo Torelli, Luigi Lafasciano, Vincenzo Lasorsa e Pasquale Zucaro, impagabili nell’organizzazione e nel coordinamento del personale sanitario.

«Più rosea delle nostre aspettative l’affluenza» hanno dichiarato i volontari dell’associazione, che ha coinvolto circa 25 medici specialisti, oltre agli infermieri, tutti impegnati ad esclusivo titolo gratuito nelle attività di screening, anch’essi gratuiti. Non solo medici coratini. Molti sono giunti anche da Gioia del Colle, Bari, Brindisi e Foggia ed ospitati a spese di Onda d’Urto.

Ringraziando le associazioni che hanno arricchito con la loro presenza la due giorni – tra cui la Fratres Corato, con una raccolta sangue lusinghiera, la Misericordia con le dimostrazioni di massaggio cardiaco e dell’utilizzo del defibrillatore semi automatico, l’UICI, impegnata nella prevenzione della cecità e dei disturbi dell’udito – il dr. Ungari ha espresso tutta la sua soddisfazione «per aver fatto breccia nella sensibilità dei medici di base, disposti d’ora in poi a collaborare con l’associazione e aver funto da sprone per molte farmacie che si stanno attivando per altre tipologie di screening gratuiti».

Non sono mancate le note amare, sia nei confronti di alcuni cittadini che tendono ad esagerare, anche in maniera poco educata, con le proprie pretese, sia per il rifiuto da parte dell’amministrazione comunale, non esplicito ma evidente, circa la richiesta di uso gratuito delle casette in legno «Utili – ha precisato il dr. Ungari – per una migliore diagnostica, poichè i gazebo in plastica sono poco funzionali allo scopo a causa della luce che disturba i monitor, motivo per cui gli specialisti hanno lavorato con difficoltà. In alternativa, avremmo gradito un contributo economico per sostenere le spese di affitto e trasporto dei gazebo, ma anche questa nostra richiesta è rimasta inascoltata».

«Bene pure la raccolta firme per la petizione cartacea mirata ad istituire il Profilo della Salute e un Osservatorio a livello comunale delle neoplasie – ha aggiunto il dr. Ungari – Al momento sono circa 400 le sottoscrizioni ma, poichè l’intento è quello di sottoporla all’attenzione del prossimo governo cittadino, avremo alcuni mesi di tempo, prima che si vada alle votazioni, per rendere il suo peso specifico maggiore».

L’appello del dr. Ungari rivolto ai prossimi amministratori politici di Corato è stato di «prestare attenzione al fenomeno perchè la risposta data a LO STRADONE circa i dati del Registro Tumori giunta dal dott. Lagravinese, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BA, non solo non soddisfa, ma suscita molti dubbi. Aspettiamo fiduciosi. Nel contempo mi metto a disposizione gratuitamente ad indicare le città che si sono già dotate del registro locale tumori e gli iter burocratici per poterlo attuare».

Intanto l’obiettivo 4^ edizione è già in programma, come pure la ricerca di una sede adeguata ad ospitare le apparecchiature diagnostiche, dismesse ma ancora funzionanti, che il direttore generale della ASL BAT ha promesso di donare all’associazione Onda d’Urto, dopo aver attivato le necessarie procedure burocratiche.

«Non saranno all’avanguardia – ha chiosato scherzosamente Ungari – ma certamente idonei al nostro scopo».

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