12 luglio 2016: un anno dopo

Il disastro ferroviario rappresenta ormai una profonda ferita che stenta a rimarginarsi.

Disastro ferroviario, in preghiera dinanzi alla stazione
Disastro ferroviario, in preghiera dinanzi alla stazione

Ore 11:07. Questa mattina 23 rintocchi hanno scandito il momento che, un anno fa, fu segnato dal fragore di uno schianto. 23, come le vittime che in quel torrido 12 luglio di un anno fa hanno perso la vita nel drammatico incidente ferroviario che ha segnato famiglie, comunità cittadine, e l’intero territorio pugliese.

Erano circa le 11:00 del 12 luglio 2016 quando due treni della Ferrotramviaria s.p.a, la linea regionale che congiunge Bari a Barletta, viaggianti in direzioni opposte, si schiantarono violentemente fra Corato e Andria, nella tratta ancora caratterizzata da viabilità su binario unico.

Immani le conseguenze dell’impatto. Tragico l’esito finale giunto il giorno dopo: 23 morti e 52 feriti. Fra le vittime anche due coratini, il macchinista del convoglio proveniente da Corato Luciano Caterino e il giovane studente Francesco Ludovico Tedone.

Erano circa le 11:00 quando anche la nostra attività di giornalisti cambiò. Fra i primi a giungere sul posto, ci siamo ritrovati ad affrontare una situazione inverosimile contando sul sangue freddo e sul dovere di informazione, senza mai violare le regole del rispetto per il dolore altrui e la tragedia che si consumava sotto i nostri occhi. Ci siamo attivati effettuando sopralluoghi in turnazione; attivato una frenetica comunicazione fra tutti i giornalisti della nostra redazione impegnati attivamente sul campo e in sede con interviste, conferenze stampa e scatti fotografici. Tutto confluiva in un desk attivo 12 ore al giorno ad accogliere messaggi, segnalazioni, aggiornamenti per garantire un costante ed attento servizio di informazione minuto per minuto e in tempo reale sul nostro portale web.

Due giorni in cui mantenere i nervi saldi e restare psicologicamente lucidi non è stato affatto semplice ma siamo stati spinti dal dovere di raccontare la storia nel momento stesso del suo evolversi, ponendoci a suo totale servizio, dalla responsabilità nei confronti di ciascuna delle vite infrante su quel binario unico.

Da allora, i parenti delle vittime e le famiglie dei feriti si sono uniti nell’Associazione Strage Treni in Puglia 12 luglio 2016, ASTIP, presieduta da Daniela Castellano, figlia di una delle vittime della strage. Da allora chiedono a gran voce sicurezza per i viaggiatori e risposte concrete in merito a quanto accaduto in quel drammatico incidente di un anno fa.

Da allora, la Procura di Trani ha aperto le indagini affidando al procuratore Francesco Giannella il coordinamento di un pool di magistrati per far luce sulle responsabilità dell’accaduto, iscrivendo 13 persone nel registro degli indagati.

Oggi, a distanza di un anno, la città di Corato si è stretta in un minuto di raccoglimento al suono dei 23 rintocchi delle campane della Chiesa Matrice.

Tante le manifestazioni in ricordo delle vite stroncate, come l’intitolazione del piazzale della stazione proprio alle vittime dell’incidente ferroviario, lo stesso piazzale su cui è apparso lo striscione “Noi non dimentichiamo” del Gruppo Ultras Corato, che quel 12 luglio 2016 accorsero sul luogo della tragedia per distribuire bottiglie d’acqua ai soccorritori. Qualcuno si sofferma davanti a quello striscione commentando amaramente «Invece ce ne siamo dimenticati», qualcun altro annuisce ed eloquentemente tace.

Negli anni studenti, lavoratori, amici, pendolari, hanno affidato a quei treni speranze, desideri, emozioni e aspettative per il futuro, stando seduti sui sedili di quei vagoni. Dal 12 luglio 2016 il cuore della Puglia è ormai solcato da una profonda ferita che stenta a rimarginarsi, si continua a viaggiare su quegli stessi treni ma con uno stato d’animo diverso. Oggi in particolare, sui treni della Ferrotramviaria si viaggia con rispettoso silenzio, radio spente e il palpabile frastuono dei pensieri dei passeggeri in questo giorno di memoria.

Rivolgiamo il nostro pensiero alle famiglie di Francesco Ludovico Tedone e Luciano Caterino, le due vittime coratine di questa tragedia, e a tutte le famiglie che hanno perso i loro cari su quei due convogli. Ci uniamo all’abbraccio immutato, che stringe l’intera comunità, nel loro commosso e dignitoso ricordo.

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